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La Toscana aiuta le cooperative di comunità: ecco quelle delle Maremma

FIRENZE – C’è chi punta al turismo sostenibile o alla valorizzazione dell’ambiente o dei beni culturali del posto. C’è chi pensa all’agricoltura, alla pesca o alla promozione di altre eccellenze enogastronomiche. Tutti investiranno comunque gli utili in servizi ai residenti o per la manutenzione di sentieri, strade, arredi urbani ed altri beni comuni. Un modo, concreto, anche per combattere lo spopolamento dei borghi più isolati. Ecco i venticinque progetti di altrettante cooperative di comunità, costituite o da costituire, ammesse a contributo e che la Regione intende finanziare con un milione e quattrocentomila euro. Coinvolgono otto province su dieci e 23 comuni: dalla Lunigiana alla Garfagnana, dall’Appennino pistoiese al Casentino, dal Monte Amiata a zone marginali del pisano e del grossetano, fino all’isola de l Giglio. On line sul sito della Regione è disponibile anche una mappa georeferenziata (link).

Arcidosso – Nella piccola frazione di Montelaterone, poco più di duecento in un borgo che risale a poco dopo l’anno Mille, i soci del circolo ricreativo del paese propongono la costituzione di una cooperativa per dar vita ad un ostello in un immobile della Curia da ristrutturare e parte di un progetto di albergo diffuso. La cooperativa si darebbe da fare anche per la promozione del territorio, assieme ad aziende e produttori locali, offrirebbe servizi per la ricerca di luoghi ove soggiornare e guiderebbe i turisti alla scoperta del territorio con offerte mirata a tema.

Castell’Azzara – Con una cooperativa di comunità si pensa di aiutare lo sviluppo locale attraverso la progettazione partecipata, la qualificazione e valorizzazione del territorio, i servizi alla persona e ambientali. Il primo progetto interesserà la manutenzione dei sentieri e la realizzazione di un hotspot comunale per l’erogazione dei servizi digitali alla persona.

Cinigiano – La parola chiave è ‘castagna’, a chilometri zero s’intende. La cooperativa Biofan punta alla produzione di prodotti biologici e salutistici per valorizzare la produzione Igp del Monte Amiata.

Isola del Giglio – Nell’isola al largo dell’Argentario, dove vivono più 30 mila persone d’estate e 700 in inverno, l’obiettivo è rilanciare l’agricoltura ‘eroica’ sulle colline sferzate dal vento ma anche la pesca tradizionale. Il tutto, appunto, con una cooperativa di comunità. Il primo progetto riguarda l’impianto di frantoio sociale, acquisito nel 2017 e messo in opera in via provvisoria. Si pensa ad acquistare macchinari per il recupero degli oliveti abbandonati e di altri terreni, creando posti di lavoro non direttamente legati al turismo. Si punta ad acquisire una barca con licenza e rete da posta, per organizzare degustazione del pescato, con l’assunzione di due marinai. Oggi al Giglio non ci sono infatti pescherecci ‘autoctoni’. C’è anche un progetto di mensa sociale (in collaborazione con la Misericordia e il Comune) per i mesi di bassa stagione. La cooperativa, Laudato Sì, è stata costituita l’anno scorso; la guidano giovani ed ha già in comodato d’uso oltre tre ettari di terreni tra oliveti, frutteti, vigne e produzione di ortaggi.

Sorano – La San Giovanni delle Contee, cooperativa nata nel 2018, mira a riaprire l’osteria locale e il bar per per farne un luogo dove i prodotti locali, ma anche un’edicola, un infopoint e internet point, un luogo di promozione turistica, un centro di aggregazione e un centro culturale.

«Sin da quando si è iniziato a parlare di cooperative di comunità ho pensato che potessero essere uno strumento fondamentare per ravvivare i nostri centri più piccoli o geograficamente più marginali – commenta Leonardo Marras, capogruppo PD Regione Toscana –. I numeri dei progetti presentati in risposta al bando, 32, e di quelli risultati ammissibili, 25, ci dicono che la scommessa della Regione di investire nell’economia collaborativa è per adesso una partita vinta. Una scommessa sulla quale crediamo veramente al punto da triplicare le risorse a disposizione della misura, con l’obiettivo di valorizzare progetti che mirano a presidiare i centri minori, allargare il fronte dei servizi, arrestare il declino e favorire nuova occupazione. Voglio complimentarmi con le comunità della nostra provincia che si sono mobilitate mettendo in campo progetti davvero interessanti e validi – prosegue –: si tratta di un insieme di attività ed interventi che se portati avanti al meglio, sono certo, daranno davvero nuovo slancio al territorio.

 

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