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Inceneritore: «Monitorare anche qui la salute dei cittadini. Dalla Regione due pesi e due misure»

FOLLONICA – «La Regione Toscana ha due pesi e due misure sugli inceneritori regionali. Fa bene il sindaco Benini a criticare la Regione Toscana» a dirlo in una nota è Rifondazione Comunista di Follonica

«L’Assessore all’Ambiente della regione Toscana, Federica Fratoni – chiarisce Rifondazione -ha sostenuto a Montecatini Terme, che “la Regione ha già dato la propria disponibilità a offrire ogni supporto per completare l’indagine epidemiologica avviata dall’Asl 3 Pistoia a febbraio 2013 e tuttora in corso sulla ricaduta delle emissioni da incenerimento e lo stato di salute della popolazione”. Situazione che riguarda espressamente l’inceneritore dei comuni di Montale-Agliana-Quarrata ed ha aggiunto che la procedura mira a “confermare la volontà di fare chiarezza e raccogliere dati scientificamente attendibili a salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente”».

«Scelta sicuramente condivisibile se – prosegue la nota – come si spera, operata secondo i crismi scientifici. Viene però spontaneo domandarsi perché la stessa preoccupazione e la stessa volontà non viene adoperata per i comuni di Follonica e di Scarlino, che si trovano in situazione analoga, e sui quali già da lunga data avevamo suggerito indagini epidemiologiche adeguate. Richieste ufficiali al comune di Scarlino e Follonica del 2014 ribadite successivamente attraverso la stampa ancora nel 2018».

«Forse l’assessore – attacca Rifondazione – non conosce i dati di ARS (la stessa Regione Toscana a cui la Fratoni fa capo) che ricordiamo: essi mostrano chiaramente un aumento delle patologie tumorali rispetto al trend regionale a partire dagli anni 2003-2006; segno evidente che una qualche fenomenologia avvenuta sul territorio ha causato una inversione pericolosa dell’andamento normale delle malattie. Non ultimo ricordiamo che, in occasione delle procedure di VIA ed AIA per l’inceneritore di Scarlino, anche il TAR Toscana, nel 2011 e 2017, e il Consiglio di Stato, nel 2015, facevano richieste vincolanti di verifiche epidemiologiche, sino ad ora mai eseguite. La legislazione attribuisce agli amministratori il dovere primario di conoscere e riconoscere, meglio di ogni altro, i rischi presenti nel loro territorio, avendo essi il dovere supremo di proteggere direttamente la vita dei loro cittadini».

«Le amministrazioni, non solo locali, ma anche regionali – conclude la nota -sono le principali responsabili della salute dei cittadini, e devono pertanto dare risposte concrete e non solo parole; e se non ne sono capaci, se ne vadano a casa. Bene pertanto ha fatto il sindaco Benini domenica 25 novembre il Benini a criticare l’assessore FratonI. A quanto pare, solo sul nostro territorio non si riesce ad attivare una tale procedura. Sorge spontaneo un dubbio: si deve forse nascondere una situazione ormai deteriorata di cui nessuno vuole farsi carico?»

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