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Decreto sicurezza: «Preoccupati per le ricadute in città, centinaia di persone finiranno per strada»

GROSSETO – «Siamo preoccupati per l’impatto che il decreto sicurezza voluto dal ministro Salvini ed approvato dalla maggioranza Lega-5 Stelle avrà sulla nostra città» a dirlo, in una nota, sono Lorenzo Mascagni e Carlo De Martis, capigruppo, rispettivamente, del Pd e di Lista Mascagni sindaco.

«Gli effetti sono stati bene evidenziati dal CoeSo-Società della Salute, che proprio ieri ha lanciato l’allarme – proseguono i due esponenti dell’opposizione – alcune centinaia di richiedenti asilo verranno cacciati dalle strutture dove sono ospitati e finiranno in mezzo alla strada, senza alcun diritto e senza alcuna prospettiva di integrazione. E’ evidente che così non si rende la città più sicura; al contrario, aumenteranno la marginalità sociale, lo sfruttamento umano e si offrirà manovalanza alla criminalità. E quindi aumenterà l’insicurezza.
A ben vedere, dunque, il decreto sicurezza finirà per alimentare cinicamente quei fenomeni sociali che hanno fatto le fortune elettorali degli imprenditori della paura».

«Tutto questo – sottolineano Mascagni e De Martis – sulla pelle di uomini, donne e bambini. Se però non interessano i diritti di queste persone (la retorica sovranista ha illuso molti della validità del motto: mors tua vita mea), si dovrebbe quanto meno ragionare pragmaticamente sugli effetti negativi che la nostra comunità subirà.
E qui la domanda la poniamo al sindaco Vivarelli Colonna, che tra l’altro siede nell’Ufficio di Presidenza del CoeSo-SdS: come pensa di affrontare questa situazione? Quali strumenti vuol porre in essere per mitigare gli effetti del perverso decreto “insicurezza”? Sappiamo bene – ormai ce ne ha dato ampia prova – che non ha la forza per prendere le distanze dal suo azionista di maggioranza, la Lega; la trovata del sindaco “civico” servì per illudere i cittadini, ma non ha mai trovato concreto riscontro».

«Tuttavia – aggiungono i capigruppo – potrebbe per una volta mostrare coraggio ed unirsi ai tanti primi cittadini che, preoccupati di quanto accadrà nei loro territori, stanno chiedendo al Governo di rivedere le proprie scelte scellerate. Addirittura il Consiglio comunale di Roma ha approvato una mozione, a firma 5 Stelle, con la quale si chiede che la Sindaca intervenga per scongiurare quelli che sono definiti gli “effetti devastanti” che il decreto sicurezza produrrà sulle comunità locali. Cosa farà il nostro Sindaco? Per l’ennesima volta subirà in silenzio i diktat leghisti? Tutto questo avviene mentre in città accadono due fatti che solo apparentemente sono scollegati».

«Da un lato, la campagna leghista per impedire di avere una sede al CPIA (scuola pubblica per adulti che ha il ‘torto’ di annoverare tra i propri studenti anche alcuni richiedenti asilo) – dicono ancora gli esponenti dell’opposizione – potrebbe alla fine avere successo. L’ultima scusa addotta, al riguardo, sarebbero i costi del riscaldamento del plesso che dovrebbe ospitarlo. Dall’altro, le associazioni delle categorie produttive lanciano un grido di allarme e di protesta nei confronti del Comune, accusato di non far nulla per sostenere le imprese locali».

«Il che non sorprende affatto – concludono Mascagni e De Martis – perché il leghismo ha queste caratteristiche: scatena la rabbia dei cittadini individuando un capro espiatorio additato come la causa di tutti i nostri mali (i migranti), ma è del tutto incapace di migliorare le condizioni economiche e sociali di una comunità.
A metà del mandato amministrativo urge un deciso cambio di rotta, perché quella che l’attuale amministrazione sta contribuendo a plasmare è una città sempre più incattivita ed impoverita».

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