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Sulle orme di Horst Wein: tecnici grossetani diventano formatori

Dalla cantera del Barcellona ecco il calcio a misura dei ragazzi

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GROSSETO – I tecnici grossetani Pasquale Silvestro e Giuseppe Tammaro hanno acquisito la qualifica di formatori di primo livello della metodologia “Il calcio a misura dei ragazzi” di Horst Wein. Tammaro, attualmente allenatore del settore giovanile della Nuova Grosseto Barbanella, e Silvestro, match analysis professional e tecnico Uefa B, hanno ottenuto la qualifica dopo la frequentazione del corso organizzato a Caserta da Andrea Striano, presso il centro polisportivo Open.

Horst Wein è noto per essere stato l’ispiratore della cantera del Barcellona e con il suo metodo ha portato alla ribalta i grandi calciatori della scuola spagnola. I relatori della Horst Wein Association, Marcello Nardini, ex portiere della Bundesliga ma anche erede della metodologia dopo la dipartita di Wein nel 2016, oltre a Franco Anglana, Alberto Anglana, Marco Lizzio, ideatori della metodologia Brain Kinetic, hanno sviluppato le varie tematiche del corso. Tra queste lo sviluppo delle capacità cognitive e metacognitive del giovane calciatore, attraverso una serie di esercizi che migliorano le capacità di rispondere con il giusto gesto motorio a un evento improvviso e imprevisto, allenando il cervello a essere veloce nel prendere le decisioni.

La metodologia è stata applicata in numerose e prestigiose società professionistiche nel mondo, a partire dalla Spagna, dove nel 1985 veniva introdotta dal Barcellona e dalla Federazione Spagnola diventando metodologia ufficiale. I principi base della metodologia sono quelli di formare giocatori intelligenti e completi e di porre al centro il giovane, adattando il gioco al calciatore e non il contrario. Il vero maestro è il gioco, si lascia spazio alla creatività, alla libertà di decisione della giocata e soprattutto si evita la cosa più penalizzante ,”dare istruzioni”. Istruire significa non far pensare e di conseguenza non prendere rischi per paura di sbagliare. Nel calcio formativo più errori si fanno e più si impara. Il calcio si impara giocando e soprattutto deve essere divertimento. L’acquisizione della qualifica consentirà ai tecnici grossetani di diffondere la metodologia anche nei settori giovanili maremmani.

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