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Suolo pubblico: «Aumenti del 150%, è troppo». L’opposizione boccia il nuovo regolamento

GROSSETO – In vista del consiglio comunale in programma venerdì 30, l’assessore al bilancio del comune di Grosseto, Giacomo Cerboni, ha presentato il nuovo tributo che i cittadini dovranno pagare per l’occupazione delle aree pubbliche – il Cosap (canone occupazione spazi ed aree pubbliche) – insieme al relativo regolamento. La volontà – è stato detto – è quella di superare la precedente tassa (la TOSAP) attraverso uno strumento capace di offrire all’Amministrazione una maggiora autonomia e discrezionalità impositiva. Un’autonomia ed una discrezionalità, tuttavia, che rischiano di risolversi in un inaspettato salasso per chi volesse intraprendere un’attività ad esempio sulle Mura o, più in generale, nel centro storico. A intervenire sull’argomento sono i consiglieri comunali di minoranza Marco Di Giacopo (Pd) e Carlo De Martis (Lista Mascagni).

«Se è vero che i parametri per la determinazione delle tariffe in funzione della tipologia di attività restano sostanzialmente invariati, è altrettanto vero che viene introdotta – all’articolo 22 del nuovo regolamento – la possibilità per il Comune di applicare maggiorazioni del canone – addirittura fino al 150% (!) – “per aree di particolare interesse o pregio” (si salvano solo passi carrabili e cantieri)».

«Si tratta di una norma del tutto inedita, inesistente ‘ai tempi’ della TOSAP. L’attuale regolamento per l’occupazione delle aree pubbliche – che venerdì prossimo la maggioranza di centrodestra andrà a far decadere – prevede sì alcune maggiorazioni, ma per casistiche particolari (fiere, festeggiamenti e occupazioni con autovetture) e, in ogni caso, in misura mai superiore al 30%».

«La decisione assunta dalla giunta di centrodestra appare pertanto incomprensibile, tanto più in un momento in cui la città cerca a fatica di risollevarsi dalla pesante crisi che da tempo attraversa. E’ ancora viva la mazzata che questa amministrazione ha inferto al cuore della città con l’ingiustificata cancellazione della Città Visibile. Introdurre ora anche la sola possibilità di far pagare a peso d’oro l’occupazione delle aree pubbliche nel centro storico, rischia di scoraggiare definitivamente quanti potrebbero avere in animo di intraprendere o espandere un’attività. Per questa ragione abbiamo presentato un emendamento che, se la maggioranza del consiglio comunale lo vorrà, cancellerà una norma così ingiusta e dannosa».

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