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Pronto intervento per disabili, il servizio funziona: «Adesso servono risorse»

GROSSETO – Pidd è questo l’acronimo del pronto intervento domiciliare per disabili presentato questa mattina alla fondazione il Sole: un servizio di assistenza per i disabili h24 da parte di un operatore qualificato, che può essere attivato in caso di assenza improvvisa dei genitori o dei tutori.

Il servizio è stato sperimentato con successo sul territorio nei mesi scorsi grazie al contributo di 20mila euro della fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, che sono andati ad aggiungersi ai 14mila della fondazione il Sole, da cui il progetto è partito: «Un progetto di innovazione sociale – così lo definisce il presidente Massimiliano Frascino – dai molteplici effetti positivi. In primo luogo, avendo sfruttato la rete che la nostra fondazione ha creato negli anni con le famiglie, abbiamo avuto la possibilità di capire se il servizio poteva funzionare: l’obiettivo è garantire assistenza a casa ai disabili gravi in caso di assenza improvvisa dei genitori ed evitare loro il ricovero in strutture pubbliche, spesso inadatte a ospitarli».

«Il pronto intervento infatti – prosegue Frascino – garantisce assistenza qualificata h24, il disabile rimane nel proprio ambiente, interagendo con persone che conosce e di cui si fidano anche i genitori, spesso madri sole che hanno delle emergenze. Il servizio, però, non è pensato solo per le emergenze, ma anche per garantire alle famiglie che si occupano di un disabile grave una migliore qualità della vita: chi presta assistenza, infatti, molto spesso rinuncia a tutto. Un viaggio, un matrimonio, un’occasione particolare, il servizio è pensato anche per questi casi e, per quanto ci riguarda, funziona. I genitori si assentano e possono stare tranquilli, il disabile rimane con persone che hanno la capacità di metterlo a proprio agio».

«Siamo molto orgogliosi di aver fatto parte di questo progetto – aggiunge Alfonso de Pietro, rappresentante sul territorio della fondazione Cassa di Risparmio di Firenze – il nostro contributo non vuole sostituirsi al welfare pubblico, ma sicuramente, laddove ci sono buone idee, è necessario integrare i fondi e contribuire allo sviluppo sociale».

Per il momento il servizio è stato sperimentato da 20 famiglie a costo zero ma, come spiega lo stesso Frascino, il costo del servizio è oneroso :«Ci piacerebbe rendere il pronto intervento un servizio stabile – conclude il presidente – siamo disposti a finanziarlo per una parte, ma è necessario che contribuiscano anche le famiglie e lo Stato, in quanto rappresenterebbe un risparmio anche per il servizio pubblico. Ci stiamo, quindi, attivando per poter raggiungere questo importante obiettivo»

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