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Post su Facebook contro l’Arci. Parte la querela: «Offese gratuite e immotivate»

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GROSSETO – Sono due le querele che il presidente provinciale dell’Arci Christian Sensi ha dato mandato di predisporre dopo la pubblicazione su Facebook di un post che si riferiva alla recente iniziativa di un circolo Arci che gestisce una nuova attività in centro.

Un post ritenuto offensivo dal presidente Sensi e da altri associati Arci, tanto che, come annunciato sui social network, per le parole diffuse su Faceook partiranno due querele: una per l’autore del post e una per un’altra persona che aveva “postato” un commento anch’esso ritenuto offensivo dall’Arci. In questo caso, come riferisce Sensi (il post e di conseguenza anche i relativi commenti sono stati rimossi dall’autore) si tratta della presidente della commissione Pari opportunità della Provincia di Grosseto Lucia Morucci.

«Ieri mi hanno segnalato il post di un signore – spiega Sensi – che, gratuitamente, senza alcun motivo, offendeva l’Arci. Nessun problema, sarà querelato come tanti altri. La cosa più grave è che tra le risposte al post interveniva la presidente della commissione pari opportunità, precisando che la bandiera dell’Arci è vomitevole e che i circoli Arci sono pieni di ubriachi (bevuti) e beoti».

«È evidente che anche la signora verrà querelata, si pone però un problema tutto politico se chi si esprime in questo modo, e pensa questo di una associazione, sia adeguato a fare il presidente di una commissione delicata come quella per le pari opportunità. È evidente che in un sistema normale la signora dovrebbe dimettersi, già mi immagino, invece, le pacche sulle spalle dei suoi sodali. Mi rimane solo da chiedermi, anche se la risposta è scontata, cosa ne pensi il presidente della provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna».

Ad intervenire sugli attacchi “social” all’Arci è anche il segretario dell’Unione Comunale del Pd Leonardo Culicchi. «Il profilo di Lucia Morucci – si legge nella nota di Culicchi -, presidente della commissione provinciale Pari Opportunità dev’essere un fake, altrimenti non si spiegherebbe la veemenza, la volontà di dividere che una tal Lucia esprime. Mi sorge il dubbio che il creatore del fake sia lo stesso che ha scambiato Leonardo Marras, per l’operaio che sarebbe stato pagato in nero dal padre del ministro Di Maio. Se ciò non fosse vero, la Morucci nel suo attacco all’ Arci, si conferma una valkiria che alimenta un clima di odio che attraverso il web cerca invano di contaminare tutti noi. Quindi caro presidente della provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna, se quei commenti sono scritti dalla Morucci (quella vera) ne chieda e ne ottenga le dimissioni da presidente della commissione e faccia in modo, che in futuro,  la Morucci non abbia più un palcoscenico. Ce la risparmi, a Grosseto vogliamo vivere in pace».

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