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Violenza sulle donne, in Maremma quasi 200 casi in pochi mesi. Codice Rosa: «Non siete sole»

GROSSETO – Ogni anno il 25 novembre ricorre la “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”, istituita nel 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni unite per invitare governi, organizzazioni internazionali e Ong a contrastare, anche con la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, questa piaga sociale e sanitaria, che non conosce confini di età, nazionalità, religione, livello sociale. La data non è stata scelta a caso: il 25 novembre 1960 tre sorelle domenicane, Patria, Maria e Antonia Mirabal furono brutalmente assassinate dalla guardia del dittatore Trujillo per il loro impegno contro il regime.

Da tempo in Toscana è attivo il Codice Rosa, il modello di presa in carico nato a Grosseto nel 2009 da un’intuizione di Vittoria Doretti (responsabile della Rete regionale del Codice rosa) e della Procura della Repubblica, in collaborazione con i Centri antiviolenza. Formalizzato nel 2010, con un protocollo d’intesa, attualmente è patrimonio regionale (hanno aderito tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere) e nazionale, oltre che modello di riferimento per contrastare i fenomeni di violenza di genere (attraverso il percorso donna) o di discriminazione.
Il Codice Rosa è un percorso riservato alle vittime di violenza (donne, uomini, bambini, anziani) che si rivolgono ai Pronto Soccorso degli ospedali o delle Aziende ospedaliere aderenti al progetto. Il personale socio-sanitario lavora in rete con enti e istituzioni, nonché in sinergia con i centri antiviolenza che rappresentano un punto di riferimento fondamentale sul territorio per il sostegno alle vittime.

“Sono un’ostetrica dell’Area materno infantile dell’ospedale di Grosseto e faccio parte del gruppo Task Force da quattro anni e mezzo – spiega Serena Bernabei – La mia motivazione a entrare in questa grande ‘famiglia’ è stato il desiderio di aiutare, nel mio piccolo, le persone che si trovano in certe delicate situazioni. L’obiettivo è di garantire un’assistenza adeguata al momento del loro arrivo in Pronto Soccorso e di seguirle anche nel percorso che svolgeranno in seguito. La cosa importante che noi operatori coinvolti dobbiamo fare, oltre alla raccolta delle prove, è ascoltare e aiutare”.

Nei primi 9 mesi del 2018, i casi trattati dal Codice Rosa in tutta la Asl Toscana sud est (Arezzo, Siena e Grosseto) sono stati 475 (431 adulti e 44 minori). Nello specifico in provincia di Grosseto, i casi totali sono stati 198 (184 adulti e 14 minori).

La Asl Toscana sud est sostiene la campagna di comunicazione della Regione Toscana e ricorda il numero gratuito di pubblica utilità antiviolenza e stalking: 1522. E’ stato attivato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è collegato alla rete dei centri antiviolenza e alle altre strutture per il contrasto alla violenza di genere presenti sul territorio. Da dicembre 2016, con delibera della Giunta toscana, il progetto Codice rosa è stato ulteriormente strutturato in Rete regionale, con modalità, protocolli operativi e linee guida comuni.

“Vorrei ringraziare, per il loro lavoro quotidiano e prezioso, tutti gli operatori della Rete e quelli della Asl Toscana sud est, compresi gli amministrativi e la Direzione – conclude Vittoria Doretti – Di fronte a certe terribili situazioni, le risposte migliori sono sia umane che sanitarie. C’è ancora tanto lavoro da fare ed è necessario rafforzare ulteriormente la sinergia con gli altri enti e con le istituzioni, soprattutto con i centri antiviolenza. Con loro stiamo lavorando molto e con importanti risultati. Alle donne dico: abbiate forza e speranza, affidatevi ai servizi e ai centri. Non siete sole”.

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