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Lavoro: «Ripresa modesta in Toscana» e in Maremma cresce la disoccupazione. Ecco i dati

GROSSETO – In occasione del Congresso della Cgil Toscana in svolgimento alla Cattedrale ex Breda di Pistoia, l’Ires Toscana ha realizzato uno studio sull’economia toscana che svela, provincia per provincia, l’andamento degli ultimi quattro anni su occupazione, avviamenti, Cassa Integrazione, Valore Aggiunto, Investimenti, Export, Credito. In provincia di Grosseto, secondo il dato, la disoccupazione  cresce dal 7,9% del 2014 all’8,2% del 2017. Per quanto riguarda il 2018, il settore maggiormente in perdita è l’agricoltura, i servizi  il settore più positivo, mentre restano sostanzialmente stabili edilizia e manifatturiero.

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Il commento della segretaria generale di Cgil Toscana Dalida Angelini sull’economia toscana in generale: “Il contesto regionale è ancora fortemente caratterizzato dall’andamento altalenante dell’economia e di fatto negli ultimi quattro anni la ripresa è stata modesta, pari al 2,8 % . La crescita, infatti, è stata inferiore allo 0,8% annuo, rivelandosi così al di sotto della media nazionale. Il settore che ha avuto la performance migliore pur nella sua difficoltà è stato il settore manifatturiero, e purtroppo più debole è stata la ripresa del settore terziario e primario. Nel terziario i servizi sono cresciuti solo del 2,2% nel quadriennio a causa della debolezza della crescita dei redditi disponibili e della maggiore cautela nella propensione al consumo delle famiglie. Nel settore primario il dato dell’agricoltura sconta fattori stagionali e climatici particolarmente avversi negli ultimi due anni. Un discorso a parte merita il settore delle costruzioni che ha iniziato una debolissima ripresa solo quest’anno e di cui si prevede il superamento del livello di valore aggiunto segnato nel 2014 non prima del 2021. La situazione più critica riguarda il reddito disponibile che potrebbe addirittura avere una dinamica ancora peggiore stabilizzandosi nei prossimi anni ad una crescita inferiore all’1%. Alla situazione appena descritta si somma il preannunciarsi di perduranti tensioni nel commercio mondiale. La Toscana ha una storica vocazione all’export, perciò il rischio del perdurare di una situazione critica è purtroppo realistico”.

Su questa base di analisi, Angelini ieri ha proposto al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi un patto di fine legislatura “per segnarne in positivo l’ultimo scorcio concordando le priorità d’intervento” (clicca QUI per leggere le proposte della Cgil Toscana).

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