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Minori adescati in rete: un convegno in città analizza i rischi del web per bambini e ragazzi

GROSSETO – Venerdì 23 novembre alle ore 16.30 presso la Sala Pegaso (Piazza Dante – Palazzo della Provincia) si terrà l’incontro “Child grooming: il reato di adescamento in rete dei minori” promosso dall’Unione comunale del Partito Democratico di Grosseto. All’evento prenderanno parte l’onorevole e magistrato Cosimo Maria Ferri, Umberto Paioletti, psicologo e psicoterapeuta, Gabriella Capone, avvocato.

«Quello dell’adescamento in rete dei minori è un tema molto delicato che deve essere affrontato con particolare scrupolosità – dice il Pd in una nota – oltre che in maniera accessibile a tutti allo scopo di fornire elementi utili per evitare di dover fare fronte a vere e proprie emergenze. In tale ottica, l’Unione comunale del Partito Democratico di Grosseto ha deciso di mettere a disposizione della comunità esperti e tecnici a cui affidare il compito di fare chiarezza riguardo ai reali pericoli in cui i bambini e i ragazzi possono imbattersi navigando in rete».

«La legge n.172 – prosegue la nota – che ha introdotto nel codice penale l’art. 609 undecies che condanna “qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l’utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione” risale al 2012. In occasione dell’incontro si analizzerà la normativa e ne verranno spiegate le dinamiche e le concrete applicazioni. Ciò al fine di consentire alla collettività di venire a conoscenza dei rischi connessi all’utilizzo delle moderne tecnologie, per farne un uso consapevole e per fornire strumenti di prevenzione di un fenomeno purtroppo in crescita. Scopo dell’evento è anche quello di capire se è possibile “fare di più”, se la tutela prevista dal nostro ordinamento è sufficiente, se le armi di prevenzioni sono adatte e se la risposta sanzionatoria è efficace».

«Importante sarà, poi – conclude la nota – soffermarsi sul “profilo dell’adescatore” e su quello della “potenziale vittima”. Così facendo, si avrà la possibilità educare i giovani a stare alla larga dai rischi della rete in maniera autonoma e sempre più consapevole. L’evento è aperto a tutta la cittadinanza ed è fortemente consigliata la partecipazione ai genitori, agli insegnanti e ai giovani e giovanissimi».

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