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Migranti a scuola, l’affondo della Regione: «Lega becera e razzista»

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GROSSETO – “Non so in che modo definire l’intervento del segretario provinciale della Lega di Grosseto. Di sicuro alla base c’è l’impronta razzistica ormai nota che contraddistingue questo partito e che ormai usa per tutti gli scopi, mai nobili, spesso beceri”. Così Vittorio Bugli, assessore regionale alla presidenza con delega all’immigrazione, commenta la vicenda che vede protagonisti alcuni migranti che frequentano, presso l’istituto agrario Leopoldo II di Lorena di Grosseto, le aule nelle ore serali per lezioni di italiano del Cpia, il Centro provinciale per l’istruzione degli adulti.

“Questa volta si attacca una delle istituzioni più utili e cioè la formazione per gli adulti. ‘Per gli adulti’, appunto, siano essi italiani o stranieri. I Cpia sono un’istituzione scolastica che ha le sue regole e tutti dovrebbero contribuire a rafforzarli e sostenerli, evitando di coinvolgerli in polemiche sterili e pretestuose. Tanto più quando si procura allarme sui temi della salute. Ci sono delle regole per entrare in un Cpia, come ci sono per entrare in tutte le scuole.

Sono regole che prevedono prima di tutto la tutela della salute di chi partecipa alle lezioni, siano essi ragazzi o adulti. Ma so che per la Lega l’unica regola da mettere sarebbe quella basata sul colore della pelle. Se ne facciano una ragione, così non può essere, neanche in un Paese dove hanno loro la responsabilità di Governo”.

“La Regione – prosegue Bugli – da sempre sostiene l’istruzione per gli adulti come occasione di crescita per chi non ha avuto la possibilità di ricevere un’istruzione adeguata. E’ una delle nostre priorità, come ci chiede anche l’Europa. Questo sostegno si è recentemente rafforzato, insieme alle istituzioni scolastiche e alle prefetture, con la presenza sul nostro territorio di richiedenti asilo per l’insegnamento della lingua italiana. Parlare la stessa lingua è fondamentale per creare scambio, costruire processi positivi di integrazione, trovare un lavoro e mettersi a disposizione della comunità che ci accoglie. Su questo abbiamo anche progetti finanziati dal Ministero”.

“Invito gli operatori scolastici ad andare avanti nel loro lavoro già tanto difficile e impegnativo – conclude Bugli – Proseguano nel loro impegno di formatori che mettono al centro valori come i diritti umani e quelli fondativi scritti nella Costituzione. La Regione sarà sempre dalla loro parte”.

 

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