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La sfida dei Boars Grosseto: “Partiamo dalla C per riportare la gente allo stadio” fotogallery

GROSSETO – Il baseball grossetano si arricchisce di una nuova realtà: i cinghiali, o meglio il Boars baseball club Grosseto. Una società che, almeno sulla carta, si presenta in maniera nuova proprio a partire dai colori societari che non avranno il bianco e il rosso ma bensì il giallo, il blu navy e il grigio. Partiranno dalla serie C e giocheranno le partite casalinghe allo stadio Scarpelli, avendo come obiettivo principale quello di promuovere il baseball non solo come sport ma come fenomeno culturale.

La società, che completerà l’iscrizione al campionato italiano entro il 31 gennaio 2019, avrà come presidente Riccardo Ciolfi, mentre Dario Funzione sarà il vice con il ruolo anche di preparatore atletico. Giovanna Amoruso e Alessandro Valeri saranno i consiglieri. All’interno dello staff societario ci sarà anche una vecchia conoscenza dello sport maremmano, quel Thomas Salvestroni che a Grosseto è sinonimo di football, e che si è presentato insieme al presidente qua da noi in redazione per spiegarci meglio il progetto.

 

Presidente, da dove nasce l’idea di creare una nuova squadra di baseball?

“Volevamo creare un movimento – ha spiegato Riccardo Ciolfi, presidente dei Boars Grosseto – che andasse al di là del baseball e delle singole partite, ma che riuscisse a radunare appassionati, riportare la gente allo stadio e diventare un vero e proprio punto di ritrovo. Proprio come negli Stati Uniti, dove ogni squadra ha la sua tribù e le sue attività che vanno avanti al di là delle singole partite. E anche per la nostra realtà, per Grosseto, credo che non sia la squadra a dover rappresentare per forza la città ma sia la città a dover essere rappresentata dall’identità della squadra”.

A testimoniarlo anche i colori societari che infatti non sono biancorossi…

“Esatto. Abbiamo scelto il giallo, il blu navy e il grigio proprio per ripartire da zero con una nostra identità, e anche perché – ride Ciolfi – sono i colori dei Milwaukee Brewers, una squadra americana che mi sta particolarmente a cuore. Il richiamo allo sport americano è forte anche se è maremmanizzato visto che il logo è un cinghiale”.

Gli obiettivi?

“Ne abbiamo due: quello di fare un buon campionato, divertendoci, e quello ancora più ambizioso di riportare la gente allo stadio facendola avvicinare al movimento grazie anche a una serie di attività che saranno a intervallo della partita stessa. Penso alle esibizioni delle Cheerleader, agli stacchetti musicali, alle offerte sulla cena e ad altre attività che possano rendere tutto il contesto più dinamico e divertente”.

Quali saranno le vostre rivali più accreditate per la promozione?

“Dobbiamo aspettare di vedere il girone, ma credo che Siena e Arezzo siano tra le più importanti. E poi c’è il Padule Sesto Fiorentino, che ha rinunciato all’A1 e che ripartirà dalla serie C”.

E a livello tecnico chi farà parte della squadra? Ci sono vecchie glorie?

“Al momento non posso svelare ancora i nomi dell’intero gruppo. Posso però dirvi che sabato prossimo, 24 novembre, dalle 18 alle 21 al Bar Che Palle di via Sicilia, presenteremo ufficialmente la società e in quell’occasione daremo qualche informazione in più. Intanto voglio ringraziare gli sponsor, Baseball Pro Shop e Bar Che Palle, che ci hanno permesso di poter cominciare questa avventura. Invito anche gli sportivi a seguirci sui social con l’hashtag #Boarstribe”.

In questo contesto s’inserisce anche una vecchia conoscenza sportiva come Thomas Salvestroni, giocatore storico di football e da diversi anni ormai anche coach. Per lui un ruolo da segretario in società ma anche, era chiaro, da giocatore. Un doppio ruolo che ricalca le orme di alcuni famosi giocatori di football americano che negli Stati Uniti hanno praticato contemporaneamente sia il football sia il baseball: tra i più famosi c’è Bo Jackson, conosciuto anche per aver ispirato anche un noto videogioco.

Thomas, cosa c’entra lei con il baseball?

“A 40 anni suonati – spiega Thomas Salvestroni, segretario dei Boars Grosseto – mi serviva una situazione che mi consentisse di riempire quel periodo tra la fine di un campionato di football e l’altro. Praticamente quello che hanno fatto anche diversi giocatori americani di football: cito tra i più famosi Deion Sanders e Bo Jackson. Al momento sono fermo con il football perché a dicembre dovrò operarmi, ma conto di essere a disposizione della società per marzo”.

Obiettivi per questa prima stagione?

“Intanto quello di diventare davvero un giocatore di baseball, visto che è la prima volta per me in questo mondo. Poi se a maggio-giugno sarò in forma vorrei subito riprendere anche a giocare a football. In ogni caso facciamo un passo alla volta e vediamo di cominciare bene questa nuova sfida”.

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