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Raccolta differenziata: la Maremma è il fanalino di coda della Toscana

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GROSSETO – «Nuovo round di audizioni in “Commissione d’inchiesta in merito alle discariche sotto sequestro e al ciclo dei rifiuti”, presieduta da Giacomo Giannarelli (M5S). Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 21 novembre, sono stati ascoltati i responsabili del settore tecnologie e assegnazione dati e risultati di Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), rispettivamente Valeria Frittelloni e Costanza Mariotta.» a farlo sapere una nota della Regione

«Sul tavolo – spiega la nota – la produzione e la gestione dei rifiuti in Toscana così come riportato nel Rapporto pubblicato sul sito dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (i dati si riferiscono al 2016, l’anno 2017 sarà disponibile a dicembre prossimo ndr). Secondo quanto riferito, i rifiuti urbani prodotti nella regione ammontano a 2,3 milioni di tonnellate, il valore di produzione procapite è pari a 616kg. La provincia di Livorno segna il dato di produzione procapite più elevato (oltre 701kg), le altre province registrano tutte un dato superiore a 570kg. La percentuale di raccolta differenziata è pari al 51,1 per cento e in termini quantitativi sfiora 1,2 milioni di tonnellate. La frazione umida costituisce il 41,5 per cento della raccolta totale, il 24,4 della differenziata è costituito dalla carta e dalla frazione cellulosica, seguono il vetro (8,8 per cento), la plastica (6,9 per cento), tutte la altra frazioni contribuiscono per il 5 per cento ciascuna alla raccolta totale. Su base provinciale tutte registrano un dato di raccolta differenziata sopra il 40 per cento asd eccezione di Arezzo (38,9) e Grosseto (32,9)».

«A livello impiantistico – illustra ancora la nota – la Toscana ne conta 47 per la gestione dei rifiuti urbani, 17 dedicati al compostaggio, 16 al trattamento meccanico biologico (Tmb), 5 inceneritori, 1 di coincenerimento e 9 discariche. Circa il 43 per cento dei rifiuti prodotti è stato inviato ad impianti di trattamento meccanico biologico, l’1,7 per cento viene smaltito in impianti di discarica senza trattamento preliminare e il 29 per cento dopo il necessario trattamento. Il 2 per cento dei rifiuti urbani prodotti vengono smaltiti in impianti di incenerimento con recupero di energia. Nei 17 impianti di compostaggio sono stati trattate 392mila tonnellate di rifiuti di cui 278mila di frazione umida e 94mila di verde. Le restanti tonnellate sono costituite da fanghi dei mercati, di carta, cartone, legno e provenienti da comprati industriali. Gli impianti Tmb trattano circa 993mila tonnellate di rifiuti indifferenziati cui si aggiungono 15mila tonnellate di altre tipologie di rifiuti urbani, 72mila di urbani derivanti da un precedente trattamento e circa 6mila 900 tonnellate di speciali. Negli impianti di incenerimento sono state trattate complessivamente 277mila tonnellate di rifiuti urbani di cui 110mila tal quali».

Nel corso del dibattito, articolato su più punti quali certificazione dei dati, supporto che Ispra potrebbe fornire alla Commissione in termini di fabbisogno impiantistico della Toscana, acque reflue e ai fanghi, i responsabili dell’Istituto hanno manifestato apprezzamento per il decreto emergenze. E su questo il vicepresidente Francesco Gazzetti (Pd) ha chiesto che la Commissione si interessi per una “richiesta di chiarimento forte al Governo” in merito all’inserimento nel decreto emergenze (decreto Genova) della possibilità di utilizzo dei fanghi in agricoltura. A detta dl vicepresidente l’articolo non è chiaro e maggiori informazioni sarebbero utili ad “evitare situazioni di emergenzialità”.

Agli atti della Commissione, ha detto il presidente a fine seduta, entreranno anche i Rapporti Ispra. Il flusso di informazioni che interessa l’Istituto in termini di certificazione e acquisizione dei dati, analisi conoscitive che potrebbero essere richieste a Ispra, sono per Giannarelli “valore aggiunto per la Commissione”.

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