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La situazione dell’ippica in Italia: fra boom delle scommesse e crisi generale

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In Italia, il settore delle scommesse pare non conoscere crisi. Se i casinò e le sale slot negli ultimi anni stanno vivendo un periodo di recessione, gli italiani non sembrano aver abbandonato la passione per le scommesse. Sono molti gli sport in cui gli appassionati tentano di indovinare il risultato: dal calcio, al tennis, passando per il pugilato e l’atletica. Le abitudini degli scommettitori, però, sono andate mano a mano cambiando: con l’avvento di internet, il betting passa adesso soprattutto attraverso il web. I portali online offrono infatti una serie di vantaggi non da poco. Come spiegato qui, i punti a favore sono tanti: i siti specializzati in scommesse danno la possibilità di controllare quotazioni e statistiche in tempo reale, senza contare che permettono di puntare su più match, dato l’ampia scelta. Inoltre, molti siti propongono agli utenti appena iscritti vari bonus di benvenuto, e a cadenza regolare effettuano promozioni o sconti particolari. Molti, addirittura, consentono di seguire online, in tempo reale, gli eventi su cui si è scommesso.

Se quindi il futuro sembra saldamente in mano alle scommesse online, c’è uno sport classico su cui i giocatori del nostro paese non si stancano mai di puntare, in ogni sua forma: si tratta dell’ippica. Questo tipo di scommessa, infatti, sembra non conoscere crisi, e anche quest’anno fa registrare incassi decisamente in positivo. Nei soli primi due mesi del 2018, le puntate sulle corse hanno toccato quota 18,3 milioni di euro. Al netto delle vincite, le agenzie hanno quindi incassato in due mesi 3,6 milioni di euro. Un dato che fa presagire un anno più che roseo, con un aumento consistente degli incassi rispetto al precedente. In tutto il 2017, infatti, il giro d’affari legato alle scommesse ippiche è equivalso a 98 milioni di euro.

Per quanto riguarda le scommesse in agenzia, sono gli ippodromi delle grandi città a farla da padrona. Milano, Napoli e Roma occupano saldamente i primi tre posti della classifica. Quest’anno, è la capitale partenopea a detenere, con 2,5 milioni di euro raccolti in 272 agenzie, il titolo di città con più scommesse nel settore dell’equitazione, prima appartenuto a Milano. Tra le “piccole”, spiccano invece Pisa e Grosseto, sedi di ippodromi storici che vantano una tradizione importante e un posto di primo piano nella storia dell’ippica italiana.

Ma se il settore scommesse pare senza dubbio in salute, ben diverso è lo scenario per quanto riguarda l’ippica italiana. Negli ultimi anni, associazioni di categoria ed esercenti lamentano una forte flessione per quanto concerne gli incassi delle gare. Segno, forse, di una generale mancanza di interesse per l’equitazione, soppiantata da altri sport più in voga e considerati più “moderni”.

Emblematico è il caso dell’Ippodromo dei Pini, che si trova a Follonica. Il circuito della cittadina toscana aveva già rischiato la chiusura nel 2013, quando a causa della mancanza di liquidità erano stati bloccati i pagamenti degli stipendi e dei premi. Una situazione nata sulla scia della forte crisi economica del periodo, che aveva visto una contrazione importante dei guadagni. L’emergenza era stata poi risolta grazie all’intervento straordinario del Ministero. Negli ultimi mesi sono però ritornati i motivi di preoccupazione per la salute dell’ippodromo. Gli esponenti politici locali denunciano lo stato di incuria della struttura: scarsa manutenzione, investimenti inadeguati se non inesistenti, e (soprattutto) un degrado sempre più tangibile della pista principale, che presenta un fondo pericoloso e la mancanza di sabbia in alcuni punti. Una situazione giudicata da alcuni insostenibile, tenuto soprattutto conto degli aiuti pubblici incassati dalla società di gestione (circa  1.400.000 euro), e che rischia  non solo di allontanare gli appassionati dell’ippica, ma di costituire un pericolo serio per fantini e animali.

Intanto Sistema Cavallo, la società che gestisce l’ippodromo, ha annunciato investimenti per 170 mila euro. La maggior parte dei quali sarebbe da utilizzare per la creazione di una nuova pista, per il miglioramento dei box e per il potenziamento dell’impianto di manutenzione. Tutto questo per accogliere il galoppo, disciplina che, prima appannaggio dell’ippodromo di Grosseto, è adesso passata a Follonica.

Se quindi non mancano i motivi di preoccupazione, la novità farebbe ben sperare per la tenuta futura dell’impianto follonicese. A livello nazionale, sono non poche le voci che chiedono una maggiore attenzione dello stato riguardo la situazione di crisi dell’equitazione italiana. L’unica cosa sicura, però, è che anche in questi periodi di flessione la voglia di scommettere sembra non venire meno.

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