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Italia nostra: «La Provincia “svende” la riserva della Diaccia Botrona»

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA – «La Provincia di Grosseto ha pubblicato un bando di asta pubblica con cui vende, anzi svende, il patrimonio pubblico di immenso valore naturalistico della riserva regionale della Diaccia Botrona». Ad affermarlo il presidente della sezione Maremma Toscana di Italia Nostra Michele Scola.

«La Provincia rinuncia alla gestione di terre così importanti per la conservazione degli habitat e per la biodiversità, per privatizzare un bene sul quale, in futuro, decideranno i privati, che entreranno in contrasto inevitabile con le leggi ed i regolamenti di tutela che vi insistono attualmente. Noi tutti sappiamo quali rischi si corrono: sversamento di “fanghi agricoli”, digestato, impianti a biogas, oppure, ancor peggio, edificazioni, impianti produttivi, stabilimenti».

«Sappiamo che questi terreni sono all’interno dell’area protetta, ma siamo anche consapevoli di quanto debole è la legge di tutela, e insufficienti i controlli – prosegue Italia nostra -, e di quanto invece sia forte la volontà di lucro del privato, spesso disposto anche ad aggirare la legge e i vincoli. Riteniamo questa scelta a dir poco sconveniente, e foriera di futuri problemi ambientali».

«Invitiamo la Provincia a riconsiderare questa scelta fortemente sbagliata, e di pensare in primo luogo alla tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, ispirando, come di dovere, la propria azione amministrativa agli articoli 9 e 32 della Costituzione. Auspichiamo che tali terreni restino in mano pubblica, cioè dei cittadini, che devono goderne i servizi ecosistemici senza che vi possa essere competizione o temperamento con interessi privati. Ci faremo proponenti presso gli organi dello Stato affinché tali beni possano essere acquisiti dal demanio statale».

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