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#tiromancino – Se Castiglione traccia la via da seguire: è questo il futuro del turismo?

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Nonostante le apparenze novembre è il mese ideale per ragionare di turismo. Alle porte della pausa natalizia, ma in forte anticipo sull’avvio della stagione ufficiale 2019, da Castiglione della Pescaia arrivano spunti interessanti per la programmazione dell’offerta turistica nell’intera Maremma. L’occasione è stata la cinque giorni su “Il futuro del turismo” organizzata dal Comune che fa parte del cosiddetto “G20s”, l’esclusivo club delle venti spiagge più frequentate d’Italia.

Detta in soldoni: bisogna far emergere, qualificare e omogenizzare la qualità dell’accoglienza non ufficiale degli affitti brevi (seconde case). Va allungata la stagione puntando su eventi attrattivi di flussi turistici di nicchia. Bisogna dotarsi di infrastrutture per ospitare eventi. Vanno ridotti i tempi per raggiungere le destinazioni.

Intendiamoci, Castiglione della Pescaia è in termini turistici una corazzata che nel nostro territorio non ha eguali. Quest’anno, al netto dei due ultimi mesi, nella località costiera sono arrivate 224.307 persone per 1.350.723 presenze. Complessivamente lo 0,60% in meno di arrivi sul 2017, e un -0,90% sugli arrivi. A consuntivo 2018, quindi, Castiglione della Pescaia rimarrà praticamente stabile rispetto allo scorso anno, anche se stare fermi è come retrocedere. Ma il segnale che arriva non è buono per il resto della provincia, che in generale potrà difficilmente dimostrare un’equivalente capacità di tenuta. Un calo, quello castiglionese, che in buona parte è presumibilmente dovuto alla riapertura dei mercati del nord Africa dopo la frenata del 2017 per gli attentati terroristici – come in Egitto e Tunisia – e all’avanzata di destinazioni come Grecia, Albania e Bulgaria. Il turismo balneare puro, infatti, soffre sempre più la concorrenza di destinazioni facilmente raggiungibili sul Mediterraneo, con costi decisamente più accessibili al ceto medio.

Uno dei temi al centro della riflessione nelle giornate castiglionesi è stato il ruolo determinante della ricettività “non ufficiale”, quella delle seconde case. Un comparto parallelo che gli istituti specializzati valutano possa arrivare a pesare in termini di posti letto fino al 100% della ricettività ufficiale alberghiera ed extralberghiera. Zona grigia dove si nascondono affitti in nero – la Toscana è tra le regioni leader in questa poco onorevole graduatoria redatta dalla Guardia di Finanza – evasione della tassa di soggiorno e standard qualitativi di basso livello rispetto ai prezzi offerti. A Castiglione della Pescaia, per dire, è stato calcolato che su un patrimonio edilizio di 13.000 edifici, le seconde case destinate al mercato degli affitti estivi siano circa 10.000, con 790 appartamenti censiti sul portale AirBnb.

In questo caso la scelta del Comune è stata quella di provare a far emergere il fenomeno, per recuperare gettito sulla tassa di soggiorno ma soprattutto per verificare e uniformare questo tipo di offerta. Nella consapevolezza che c’è il problema di certificarne la qualità e dargli visibilità in termini di promozione sui mercati. Insomma l’obiettivo è quello di mettere sullo stesso piano quasi sotto ogni punto di vista i due comparti trainanti dell’accoglienza: la ricettività “pubblica” e quella “privata”, facendola uscire dal cono d’ombra della clandestinità. Esperienza che a Castiglione è in itinere già da un paio d’anni con la promozione di un marchio di qualità, e che può essere replicata in modo strutturato in tutta la provincia.

Altro tema eternamente dibattuto, ma che ha prodotto generalmente scarsi risultati: il mitico prolungamento della stagione. A differenza della gran parte delle altre destinazioni turistiche provinciali, il trend di Castiglione negli ultimi otto anni (2010-2017) è stato di un aumento progressivo sia degli arrivi (+30%) che delle presenze (+8%), nonostante la riduzione di un giorno della permanenza media dei turisti. Questo è dovuto soprattutto all’incremento delle presenze nei mesi di bassa stagione – da aprile a giugno – come testimonia il rotondo +196,5% di quelle di aprile, mese di svolgimento delle “Giornate europee dello sport”, con +100.000 presenze complessive nel periodo della bassa stagione. Fra l’altro il Comune guidato da Giancarlo Farnetani ha raggiunto il lusinghiero risultato del 36,6% d’incidenza del turismo straniero sul totale, con una crescita di 5 punti percentuali sul 2010. In una provincia che mediamente non raggiunge il 25%, fra le ultime in Toscana.

Castiglione della Pescaia ha una posizione di oggettivo vantaggio rispetto ad altre località provinciali, ma i suoi risultati e soprattutto il metodo di lavoro che li ha portati ad ottenere, possono essere di ispirazione ed esempio per molte altre località costiere meno dinamiche ma con buone potenzialità. Come Orbetello e Monte Argentario.

Infine un approfondimento ha riguardato la dotazione infrastrutturale, declinata sia rispetto alla logistica per gli eventi che sul versante della velocità dei collegamenti della destinazione dai principali hub di smistamento dei turisti.

Nel primo caso a Castiglione, già da un paio d’anni, hanno certificato l’adeguatezza di cinque luoghi dedicati al pubblico spettacolo – Maristella, piazzale Solti, Casa Rossa, torrione Buriano, Oorto del Lilli – ai sensi della nuova normativa nazionale che definisce standard specifici. Siti che possono ospitare da 200 a 800 persone. Rilevando peraltro l’assenza di una location al coperto di dimensioni medie all’interno del perimetro del centro abitato, che sia in grado di ospitare spettacoli ed eventi di richiamo. Perché il palasport di Casa Mora è ritenuto troppo decentrato rispetto al paese.

Interessanti le considerazioni del sindaco sull’utilizzo degli spazi pubblici per concerti e spettacoli. «Nei mesi di luglio e agosto – sottolinea Farnetani – la motivazione del turista è essenzialmente di tipo “balneare” e dobbiamo puntare su spettacoli diciamo “di accoglienza”, evitando le grandi manifestazioni che nell’alta stagione rischiano di innescare il fenomeno del turismo “modi & fuggi”, anche quello di tipo culturale. Ragionamento diverso vale per la bassa stagione, nella quale l’organizzazione di eventi di un certo tipo possono costituire esse stesse una motivazione per decidere di trascorrere un breve periodo di vacanza nella nostra realtà. Lo abbiamo capito bene con le “giornate europee dello sport”: dobbiamo separare alta e bassa stagione con tipologie di turismo diverso, cogliendo le aspettative di chi si sposta». Anche in questo caso indicazioni utili erga omnes, a seconda delle rispettive vocazioni.

Infine il tema spinoso della velocità dei collegamenti, perché oggi più che mai la facilità di raggiungere una destinazione ne accresce la capacità di intercettare flussi turistici nazionali e internazionali, più o meno di nicchia. A Castiglione della Pescaia stanno lavorando su un collegamento via treno che dall’aeroporto di Pisa, via people-mover per raggiungere la stazione di Pisa, potrebbe portare i turisti che sbarcano dall’aereo alla stazione di Grosseto in poco più di un’ora. Treno piuttosto che un altro mezzo di trasporto, ovviamente. Dalla ciclopista tirrenica alla più tradizionale strada. E in questo caso viene in mente la sequela di occasioni mancate per l’imbarazzante convitato di pietra del Corridoio tirrenico. Che costituirebbe una poderosa leva di competitività per il turismo maremmano.

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