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Contro l’antenna nasce un comitato: al via anche la raccolta di firme. «No al traliccio dello scempio»

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GAVORRANO – Nel capoluogo minerario nasce il comitato contro l’antenna delle telecomunicazioni, prossima ad essere installata al parco della Finoria. La recente notizia dell’accordo tra il Comune e l’azienda grossetana Empire ha animato numerose polemiche fra gli abitanti del paese che ora si mobilitano, dando vita a un comitato e una raccolta firme da presentare all’amministrazione. L’obiettivo? Scongiurare l’istallazione del traliccio di 43 metri nel parco gavorranese.  I fogli su cui lasciare la propria firma sono esposte nelle varie attività commerciali del capoluogo, ma la raccolta dovrebbe estendersi anche alle altre frazioni.

«Le nostre linee guida sono principalmente tre –fanno sapere dal comitato-. Innanzitutto com’è possibile che a tre giorni alla fine della scorsa legislatura è stato firmato il contratto con la società. Che urgenza c’era e quali interessi ci celano dietro a tutto questo? Il secondo passo sarà avere tutte le informazioni necessarie, non solo del Comune. Stiamo contattando dei tecnici per quanto riguarda l’inquinamento, esperti del settore e anche un avvocato per vedere se c’è la possibilità di fermare l’installazione. Infine crediamo che non tutto sia definitivo. Perciò anche dire “ormai è stata approvata e non si può fare più niente” non è un motivo sufficiente. Faremo tutti i tentativi possibili e poi vedremo».

«No al traliccio dello scempio- si legge sul foglio che accompagna la raccolta firme -. Questa iniziativa ha lo scopo di costituire un comitato civico per verificare tutte le conseguenze negative a causa dell’istallazione di un traliccio di notevoli dimensioni all’interno del parco. A quale logica -chiede il comitato- corrisponde questa decisione di aver scelto il parco della Finoria? Forse si vuole dare il colpo finale a una struttura già fortemente compromessa»?

«Da dieci anni -prosegue- il territorio di Gavorrano è stato sottoposto a un continuo inesorabile degrado, tra la chiusura del campeggio, lo stato increscioso in cui versa il centro storico, la chiusura della banca e della scuola elementare, la rovina del parco della Finoria, le aperture a intermittenza della Coop e del Parco minerario, la chiusura del Cinema teatro, l’ormai irrecuperabile Pozzo Valsecchi, unico testimone in Europa di pozzo in legno. Questi sono solo degli esempi di un atteggiamento, di una politica, che ha ridotto ai minimi termini le attività economiche e sociali del capoluogo».

La raccolta firme verrai presentata al Comune con una lettera di accompagnamento in cui il comitato intende spiegare di essere contro l’antenna ma non contro le istituzioni. «Vogliamo –sottolineano- che le istituzioni si impegnino a informare i cittadini su cosa sta accadendo».

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