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Allevamenti: «Senza i contratti di fornitura del latte sarà il collasso». L’allarme arriva in Regione

GROSSETO – «Si scongiuri lo stop ai contratti di fornitura di latte o sarà il collasso. Nell’area finora interessata di Grosseto, Pisa e Siena già perse 601 aziende del comparto ovi-caprino dal 2010 al 2017. No a ulteriori perdite» l’allarme pastorizia, lanciato ieri da Coldiretti è stato raccolto dal capogruppo in consiglio regionale di Forza Italia, Marchetti, che ha presentato un’interrogazione in merito.

«Seicentouno allevamenti ovi-caprini che hanno chiuso i battenti nelle province di Grosseto, Pisa e Siena tra il 2010 e il 2017 e ora le lettere di disdetta per le forniture di latte stanno raggiungendo i pastori superstiti: la Regione intervenga presso i caseifici Alival e Granarolo per scongiurare lo stop alle forniture che porterebbe il settore al collasso»: è quanto chiede il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti con una mozione che chiama in campo la giunta regionale a tutela sia dei produttori di latte ovi-caprino, sia del prodotto finale a cui il loro latte è in gran parte destinato, ovvero il Pecorino Toscano Dop.

«Ho appreso da una nota Coldiretti che in questi giorni i pastori delle province di Grosseto, Pisa e Siena sono raggiunti da lettere con cui si annuncia la disdetta dei contratti di fornitura di latte. E’ uno scenario da scongiurare mettendo in campo azioni di interlocuzione preventiva. Dopo sarà troppo tardi per intervenire e il contraccolpo troppo pesante per i pastori – osserva Marchetti con preoccupazione – già provati dalla diminuzione progressiva del costo del latte e dal ripetersi di fenomeni predatori che decimano le loro greggi».

Dunque la mozione, che punta a impegnare la giunta regionale della Toscana «ad attivarsi presso i caseifici Alival e Granarolo attraverso ogni strumento disponibile, così da scongiurare le annunciate disdette dei contratti di fornitura, così da preservare sia la tenuta delle attività produttive sia la filiera di Pecorino Toscano DOP e quindi il prodotto finale».
Questo il dispositivo. Prima, nella parte narrativa del suo atto, Marchetti riassume i termini della questione richiamando l’allarme lanciato dai pastori attraverso Coldiretti e osservando che se la prospettiva dello stop alle forniture «si concretizzasse, ciò implicherebbe un contraccolpo durissimo per i pastori coinvolti e per l’intero settore anche a livello regionale, con compromissione della rete produttiva ed occupazionale ma anche con ripercussioni sulla filiera di produzione del Pecorino Toscano DOP».

Il Capogruppo di Forza Italia mette nero su bianco lo stato già pesante in cui gli allevatori e produttori di latte si trovano a operare, ed espone i dati forniti in merito alla mortalità imprenditoriale di comparto proprio dalla giunta regionale toscana in risposta a una sua interrogazione e relativi all’arco temporale 2010-2017, secondo cui «nelle province interessate finora dalle disdette Grosseto ha visto chiudere i battenti a 306 allevamenti ovi-caprini (il 19,9% del totale), Pisa ne ha perduti 179 (il 38,1% del totale) e Siena 116 (il 16,2% di allevamenti ovi-caprini chiusi sul totale)».

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