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Predazioni: «Attacchi incessanti, gli indennizzi non bastano». La questione arriva in Parlamento

GROSSETO  – «Ho presentato un’interrogazione al ministro delle Politiche agricole e forestali, Gian Marco Centinaio, assieme ai deputati Stefano Mugnai, Felice Maurizio D’Ettore, Giorgio Silli, Erica Mazzetti e Maurizio Carrara, affinché riveli agli allevatori toscani quali intenzioni ha il Governo per fermare il dilagante fenomeno delle predazioni in Toscana e sostenere il settore zootecnico, purtroppo in forte crisi» a farlo sapere è la deputata di Forza Italia, Elisabetta Ripani.

«Nelle campagne toscane, e in Maremma in particolare, si ripetono in modo quotidiano, sia di notte che di giorno, attacchi alle greggi – dice Ripani – e, nonostante il recente bando per ricevere gli indennizzi per i danni subiti nel 2017, la situazione resta molto complicata. Gli allevatori sono esasperati: ce lo raccontano le cronache di tutti i giorni. Ci sono circa 600 esemplari di lupi sul territorio regionale, e circa 1.500 sono gli attacchi avvenuti ai danni degli animali da allevamento negli ultimi 3 anni. Nel solo triennio 2014/2016 gli allevatori hanno subito disagi per oltre 3 milioni di euro, di cui solo 1 milione e 400mila euro sono stati risarciti. La cattura di una ventina di esemplari per ridurre questo pesante impatto non ha prodotto risultati apprezzabili e gli attacchi dei lupi, soprattutto degli ibridi, continuano a essere incessanti».

«Gli indennizzi non possono rappresentare la soluzione a questa pesante criticità – spiega la parlamentare –  nonostante il positivo superamento del regime dei minimi. Nel conteggio del rimborso non vengono però calcolati i danni indiretti, le ingenti perdite dovute alla riduzione della produzione (carne, latte, aborti) che incidono negativamente sui bilanci delle aziende. Ad aggravare la situazione, il fatto che tali risarcimenti vengono erogati col contagocce e con notevole ritardo. Servono azioni efficaci e veloci, condivise da tutte le parti coinvolte: come chiedono le associazioni occorre controllare il randagismo, aumentare le risorse economiche da destinare alle imprese, e adottare il Piano nazionale per la conservazione e la gestione del lupo. Senza parlare delle risorse per le opere di prevenzione, come recinzioni e cani di guardiania, che negli ultimi anni sono state drasticamente ridotte».

«Nonostante le rassicurazioni del ministro Centinaio – conclude Ripani –  ancora oggi non pare esserci una condivisione di idee con il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa: i due esponenti esprimono posizioni contrastanti che non lasciano intravedere una celere risoluzione del problema. La situazione è al limite e dobbiamo intervenire urgentemente con provvedimenti risolutivi. Per questo abbiamo chiesto al ministro Centinaio quali siano gli intenti concreti del Governo, quali siano gli strumenti operativi che intende mettere in campo, l’ammontare delle risorse destinate alla criticità e se non intende procedere con l’adozione del Piano di gestione del lupo nella sua interezza per la conservazione della specie e il riequilibrio della presenza del predatore sui territori. Infine, il ministro dovrà riferire quali azioni siano state mosse dal Governo italiano verso Bruxelles per richiedere aiuto e sostegno nella gestione di un fenomeno insostenibile che rischia di diventare irreversibile».

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