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Miano: “Con il San Miniato sfida difficile, ma le motivazioni non ci mancano”

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GROSSETO – Trovare sempre nuovi stimoli per una squadra che fin qua ha collezionato undici vittorie e un pareggio non è facile. “I ragazzi hanno creato un gruppo eccezionale – ha spiegato l’allenatore biancorosso Sebastiano Miano -, hanno una voglia pazzesca di vincere che si rigenera di partita in partita, come hanno dimostrato in Coppa. Perciò ogni volta che scendiamo in campo lo facciamo ricominciando da zero con la consapevolezza di chi siamo”. Non ci gira certo intorno il mister del Grifone. “Contro il San Miniato giochiamo per vincere, punto”. Senza Raito, Cretella e Camilli, tutti e tre infortunati, il Grosseto cercherà di non spezzare la striscia positiva provando l’ennesimo allungo in classifica.

 

Andreotti recuperato. Come sta?

“Il ragazzo si è allenato con noi tutta la settimana e sta bene. Non vede l’ora di tornare in campo e ha gran voglia di riprendere da dove aveva lasciato. Devo ancora capire se schierarlo dall’inizio o no”.

 

E Del Nero? A che punto è? E’ pronto per i novanta minuti?

“Lui non è ancora al 100% e non ha ancora i novanta minuti nelle gambe, chiaramente. In ogni caso può giocare spezzoni di gara, anche se vedrete che più avanti sarà molto importante per noi”.

 

Che squadra è il San Miniato Basso?

“È una formazione in ritardo di classifica rispetto alle previsioni. Hanno cominciato il campionato per vincerlo, e sono una buonissima squadra con individualità importanti: Pellegrini, Borselli, Pagnotta, sono tutti giocatori che ci renderanno la partita molto difficile. Noi comunque giochiamo per vincere, come sempre, con grande rispetto ma consapevoli della nostra forza”.

 

Domani vedremo un Grosseto a due punte o con il tridente?

“Questo non posso dirlo, sia per pretattica sia perché mi lascio ancora un po’ di tempo per sciogliere gli ultimi dubbi. In ogni caso sulle fasce possono giocare Boccardi, Pierangioli e lo stesso Pirone, perciò sceglierò domani”.

 

Pirone meglio punta centrale o attaccante esterno?

“Lo vedo meglio come punta centrale, vicino alla porta. In quella posizione riesce a darci una grandissima mano come fatto in queste ultime gare, ma si può adattare benissimo anche come esterno”.

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