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Tentato stupro, la Lega: «Emergenza nazionale, combatteremo la nostra battaglia»

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GROSSETO – Sul tentativo di stupro a Grosseto interviene anche la Lega, con una nota congiunta dell’onorevole Mario Lolini e del segretario provinciale Andrea Ulmi.

“Purtroppo ormai i varchi nelle mura, come i palazzi abbandonati, sono luoghi ad alto rischio da cui è opportuno stare alla larga, regni del degrado, dello spaccio e della violenza – scrivono – Ma certo colpisce che il meglio che la città possa offrire, le sue mura medicee, siano un luogo da cui tenersi lontani. Responsabilità diffuse su cui cercheremo di vigilare, per quanto in nostro potere, intervenendo sulla giunta comunale perché si combatta almeno con gli strumenti locali (illuminazione, telecamere, corpo di polizia municipale) che possono essere messi in campo. Basta temporeggiare, chiederemo risposte e certezze al sindaco, all’assesore Turbanti e all’istituzione Mura”.

“Ma è sul piano nazionale che la battaglia va davvero combattuta – aggiungono gli esponenti della Lega – intervenendo sulla magistratura e assegnando più risorse alle forze dell’ordine, come prevede il Decreto Salvini. Le persone in tanti, troppi casi, infatti, non denunciano: l’impunità a cui i delinquenti specie immigrati sono avvezzi in Italia, è un freno al desiderio di giustizia, il vero sintomo di un degrado delle istituzioni giuridiche, prima ancora che dei palazzi e delle città. E su un atto importante come il decreto legge Salvini, seguiremo con attenzione il voto, per capire chi davvero ha a cuore questa battaglia, per vedere quanto strumentale sia questa opposizione a un Governo scelto dal popolo sovrano”.

“Sul fronte politico – insistono Lolini e Ulmi – come Lega saremo in piazza il 17 e 18 novembre a consegnare spray al peperoncino a tutte le nostre neo tesserate, perché almeno questo possiamo e dobbiamo farlo: in attesa che il nostro leader riesca a portare a compimento gli interventi immediati previsto dal decreto Salvini, spiegheremo alle persone come potersi difendere. In attesa che si metta mano alle riforme del sistema carcerario e della giustizia, e che le forze dell’ordine possano ritrovare il senso e il valore della loro presenza e della loro capacità di intervento. Perché ciò che i Carabinieri hanno fatto oggi, non sia smontato stasera dalla magistratura.

La semplice distribuzione di qualche decina di spray, non servirà a molto, ma è sempre un modo per evitare che aggressioni ignobili come quella del primo giorno di novembre, feriscano nel corpo e nell’anima le donne e le ragazze della nostra città. Perché i vergognosi esseri umani capaci di questi gesti inizino a capire che gli italiani non stanno più a subire in silenzio, e che nella nostra cultura le donne non “giocano in serie B” come invece è scontato nelle culture arretrate da cui certi delinquenti provengono”.

 

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