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Trasferimenti e licenziamenti, il sindacato attacca: «Una campagna intimidatoria. Ci opporremo»

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SCARLINO – “Campagna intimidatoria nei confronti dei dipendenti della Sumiriko Italy di Scarlino. Difenderemo i lavoratori e denunceremo gli abusi da parte della direzione” a farlo sapere in una nota è la Femca Cisl Siena Grosseto.

“Sembra di raccontare una storia vecchia di decenni o usuale in altri Paesi, ma quanto sta avvenendo alla Sumiriko Italy, la ex Dytech di Scarlino, è davvero incredibile”. Esordisce così Gian Luca Fè, segretario della Femca Cisl Siena Grosseto, a proposito di quanto sta accadendo nella sede grossetana della ditta che fa parte del gruppo giapponese Sumiriko.

“Dopo l’incontro annuale di qualche settimana, che si è tenuto nella sede di Confindustria Grosseto – denuncia Fè – la direzione ha messo in atto una vera e propria campagna intimidatoria nei confronti dei dipendenti”.

“Attraverso lettere di trasferimento a Chivasso, nel Torinese – chiarisce la nota – dove ha sede un’altra azienda del gruppo, o lettere di licenziamento che arrivano a seguito di richiami e contestazioni pretestuosi e giustificati come necessari per la riorganizzazione aziendale”.

La Sumiriko di Scarlino conta oltre cento dipendenti e rappresenta un’importante industria manifatturiera specializzata nelle produzione di tubi di alimentazione, aria condizionata, bocchettoni e altre componenti che vengono utilizzate da importanti case automobilistiche internazionali. “Il comportamento di queste ultime settimane – si chiede Fè – mostra forse la volontà di diminuire il proprio impegno sul territorio, colpendo i singoli dipendenti e senza una vera logica?”.

“I dipendenti della Sumiriko rischiano di veder sconvolta la propria vita da scelte immotivate e ingiustificate della direzione aziendale – aggiunge la Femca Cisl – e, per evitare anche il minimo contatto con gli altri colleghi, le persone licenziate vengono accompagnate ai cancelli con i loro effetti personali, come se avessero compiuto chissà quali gravi atti”.

La Femca ricorda che nel codice etico l’azienda si impegna a “…definire ed esplicitare i valori e i principi etici generali che informano la propria attività e i propri rapporti con (…) dipendenti e collaboratori” e che si “…attribuisce la massima importanza a quanti prestano la propria attività lavorativa all’interno della società, perché è proprio attraverso le risorse umane che Dytech è in grado di fornire, sviluppare, migliorare e garantire un’ottimale gestione dei propri servizi”.

“Tante belle intenzioni – chiosa Fè – che nei fatti sono disattese: l’azienda sta andando oltre ogni normale logica di gestione dei rapporti interni. Femca Cisl quindi difenderà le persone singolarmente nelle sedi opportune e continuerà a denunciare pubblicamente atteggiamenti che minano la dignità di chi da anni lavora responsabilmente e con grande senso di attaccamento in questa realtà”.

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