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#LaMaremmadaprimato, dieci aziende meritano tre bicchieri nella guida dei vini del Gambero Rosso

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MAGLIANO – La Toscana è la regina incontrastata della trentaduesima Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso con 84 premiati con Tre Bicchieri su 447 che hanno conseguito il massimo riconoscimento e inseriti nel prestigioso volume che raccoglie i migliori vini d’Italia, le eccellenze enologiche che il territorio è capace di offrire.

Buon risultato anche per la provincia di Grosseto che ha piazzato ben 10 aziende con Tre Bicchieri, aiutata, certo, dalla felice coincidenza di alcune ottime annate, come la 2015 che ha dato risultati eccellenti quasi ovunque. Ma oltre a questo fattore non possiamo che constatare come il successo in Italia e sui mercati mondiali della nostra regione sia più che meritato. In nessun’altra parte, eccezione forse del Piemonte, i profitti delle aziende vengono continuamente reinvestiti su vigneti, cantine e professionalità.

Così sul terreno della Toscana si sfidano i migliori talenti enologici del nostro Paese e non solo. Uno di questi è un marchio storico maremmano come la Tenuta La Parrina, diretto dalla Marchesa Franca Spinola. L’azienda ha infatti messo sul gradino più alto il Costa dell’Argentario, un’ansonica del 2017 (annata presente solo 83 volte nei Tre Bicchieri) e unico bianco della costa toscana premiato. Per la Parrina è la prima volta che ciò avviene ed è il coronamento di un lavoro certosino operato dall’azienda nata nel 1830 per volere del banchiere fiorentino Michele Giuntini e proseguito dal 1979 dalla Marchesa con passione e dedizione per promuovere il rispetto per la biodiversità, la tutela e la valorizzazione di questo splendido territorio.

Per dare luogo all’Ansonica, vitigno robusto e pregiato proveniente dalla Grecia, le uve sono sottoposte ad una lunga lavorazione in vigna per diminuire il numero dei grappoli e la dimensione del singolo grappolo, con una maturazione ritardata per consentire agli zuccheri e precursori aromatici di raggiungere concentrazioni elevate e alla fermentazione a temperatura controllata segue un lungo affinamento sulle fecce fini. Ne viene fuori un vero e proprio nettare giallo paglierino tenue e luminoso, vivace e armonico, morbido al palato con spunti sapidi e fruttati con note di frutta esotica, acacia ed erbe aromatiche della macchia mediterranea.

La Parrina ne produce solo 20-25mila bottiglie all’anno ed è il nono vino della produzione enologica e il quarto dei bianchi. Un bel risultato per la marchesa Spinola che mette l’unico ansonica sul tetto dei migliori vini al mondo.

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