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#dilunedì: cosa funziona e cosa no, top e flop della domenica (post Pro Livorno-Grosseto)

GROSSETO – La vittoria nel big match di Livorno restituisce alla Maremma un Grifone sempre più forte e sempre più consapevole delle proprie qualità. La nona vittoria nelle prime dieci partite ufficiali scolpisce questa volta certezze importanti sull’opera costruita in estate dalla società unionista, a partire proprio dai tanti titolari e dal loro spirito di sacrificio. L’inizio di campionato, pazzesco peraltro, è andato. Adesso siamo entrati nella seconda fase, la più difficile, quella che dovrà far piazzare altri solidi mattoncini sulla strada dei biancorossi. Purtroppo, però, c’è da fare anche i conti con la sfortuna.

 

Pollice in su

Montignoso a parte, quello di Livorno era il primo vero big match sulla strada del Grosseto. Esame non solo vinto ma stravinto, non per il risultato ma per la capacità di far fronte alle indisponibilità sostituendo squalificati e infortunati con giocatori altrettanto bravi e motivati. E così l’uscita di Raito è valsa l’entrata di Luci e il successivo gol vittoria. Casualità? Non credo.

 

Il popolo biancorosso lo osannava da tempo e lui, Saverio Camilli da Spoleto, c’ha messo soltanto pochi minuti per ricambiare fiducia e amore. Le sue sgroppate sulla fascia sinistra sono state da subito il pericolo numero uno degli attacchi grossetani. Ha servito a Luci l’assist per il gol vittoria e ha destabilizzato una squadra che fino a quel momento era abituata a dare grattacapi, non a subirli. Lui che ha il pieno supporto da parte dei compagni, della società, del mister e dei tifosi si sta ritagliano in questo Grifone un ruolo sempre più fondamentale.

 

L’abbiamo già detto, ma occorre ripeterlo: questa squadra ha davvero un gran carattere. La Pro Livorno ha dimostrato di essere una bella realtà, ma nonostante tutto si è dovuta arrendere alla capolista che ha messo da parte il capitolo infortuni e indisponibili senza nemmeno farci caso. Vincere a Livorno non sarà facile per nessuno, ma vincere contro il Grosseto sarà un’impresa ancora più ardua.

 

Avvisate storici e tecnici di Google maps: le Colonne d’Ercole non delimitano più il confine tra Mediterraneo e Oceano Atlantico, ma tra la Maremma e il resto del mondo. E come nella mitologia indicavano il punto oltre il quale non era più possibile fare ritorno, così la coppia Ciolli-Gorelli rappresenta il limite massimo in cui gli attaccanti avversari possono spingersi. Ne sa qualcosa Michael Pellegrini, prolifico bomber della Pro Livorno. Prolifico almeno fin quando non ha conosciuto loro due, guardiani di un’area che ha fatto perdere ormai le proprie coordinate agli attaccanti avversari.

 

Pollice in giù

Il primo posto di questa classifica non certo positiva va agli infortuni. Dopo aver perso Andreotti e Del Nero il Grosseto torna da Livorno con le tegole Raito (almeno un mese di stop) e Cretella (almeno due settimane).

 

Se qualcosa si può rimproverare a questo Grifone dalle uova d’oro, è forse il fatto di non aver chiuso la partita soprattutto nell’ultima mezz’ora: Pirone e compagni potevano forse concretizzare meglio le tante palle gol costruite. Un aspetto, però, compensato dalla grande fase difensiva attuata da tutta la squadra nel cercare di rischiare meno possibile.

 

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