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Alla Settimana della Bellezza si racconta la storia di Carlo Acutis

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GROSSETO – “Tutti nasciamo come originali, ma molti muoiono come fotocopie”. Era una considerazione che il giovane Carlo Acutis (1991-2006) era solito fare guardando con acutezza la realtà attorno a sé. Quella di Carlo Acutis, morto a soli 15 anni per una leucemia fulminante, è la storia ordinaria di un ragazzo straordinario, dichiarato venerabile lo scorso 5 luglio da papa Francesco, che ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche di questo adolescente.

La sua storia sarà al centro della mattinata di sabato 27 ottobre alla “Settimana della Bellezza”, l’evento promosso dalla diocesi di Grosseto con la Fondazione Crocevia e la collaborazione di tanti autorevoli soggetti.

Carlo Acutis è un volto originale, come lo siamo tutti, e che pur nella sua breve esistenza, non ha mai rinunciato a questa sua originalità. Sarà la sua mamma, Antonia Salzano, a venire a Grosseto per raccontarlo a studenti delle scuole superiori e a tutti coloro che desidereranno conoscere o approfondire la vicenda umana di Carlo, nell’incontro pubblico che avrà inizio alle 10.30 al teatro Moderno. Coordineranno l’incontro don Stefano Papini e Beatrice Muller, della consulta diocesana di pastorale giovanile.
“Noi siamo soliti pensare che una vita compiuta sia una vita lunga – commenta don Stefano Papini – Non è sempre così. Una vita compiuta è una vita in cui il volto della persona fa vedere l’universo che il Creatore ci ha messo dentro. Nel volto di questo ragazzo c’è questa storia e chi meglio della mamma può raccontarla?”

Morto a Monza il 12 ottobre 2006, Carlo Acutis ha condotto una vita normale e allo stesso tempo straordinaria, lasciando nel ricordo di tutti coloro che lo hanno conosciuto, insieme al grande vuoto, una profonda ammirazione per quella che è stata la sua breve, ma intensa testimonianza di vita autenticamente cristiana. Era un ragazzo come tanti altri, con un carattere forte e indipendente, amava giocare alla playstation, era appassionato di computer, di film, si dilettava nella creazione di siti web seppur giovanissimo, e di giornalismo (seguiva redazione e impaginazione di alcune riviste). Ma era anche particolarmente attento agli altri, impegnato nel volontariato con i più bisognosi, con i bambini e con gli anziani. Da quando ha ricevuto la Prima Comunione a 7 anni, non ha mai mancato all’appuntamento quotidiano con la Messa. Cercava sempre o prima o dopo la celebrazione eucaristica di sostare davanti al Tabernacolo per adorare il Signore presente realmente nel Santissimo Sacramento. La modernità e l’attualità di Carlo si coniuga perfettamente con la sua profonda vita eucaristica e devozione mariana, che hanno contribuito a fare di lui quel ragazzo specialissimo da tutti ammirato ed amato.

Nel suo breve passaggio terreno ha lasciato un segno indelebile in quanti l’hanno conosciuto. E anche dopo la sua morte, la sua fede ha continuato ad essere contagiosa: le storie di conversione legate a lui sono già molte e riguardano persone che lo hanno conosciuto o che semplicemente hanno scoperto la sua storia.

Nel pomeriggio, in cattedrale (ore 16) sarà presentato pubblicamente il progetto per la nuova chiesa del monastero di Siloe. Interverranno l’architetto Edoardo Milesi e don Roberto Tagliaferri, docente presso l’Istituto di Liturgia pastorale di Padova. Coordinerà l’incontro fr. Roberto Lanzi, della comunità di Siloe.

Infine la sera, all’hotel Terme Marine Leopoldo II di Marina di Grosseto il momento conviviale della “Settimana della Bellezza”, una cena aperta a coloro che si sono prenotati nel corso di questi giorni presso le parrocchie.

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