Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Il centrodestra contro Asor Rosa: «I capalbiesi non lo vogliono»

Più informazioni su

CAPALBIO – «Senza nessun dibattito e senza consultare la cittadinanza in queste ore la piccola Atene è in fermento, e si apre una forte discussione in merito alla mancata comunicazione ai cittadini per l’assegnazione della cittadinanza onoraria al signor Asor Rosa» a dirlo è il comitato del centrodestra di Capalbio che definisce il sindaco Bellumori un padre padrone.

«Molti cittadini – prosegue il comitato in una nota – suggeriscono una riflessione e non un’imposizione da parte di un Sindaco padre padrone che sancisce tale scelta a prescindere e senza condividerla coi cittadini di Capalbio. Molti cittadini, sostengono che il pubblico riconoscimento di cittadino Onorario deve essere assegnato a una persona che abbia contribuito in maniera significativa allo sviluppo culturale, sociale, economico, turistico, agricolo o di qualsivoglia sviluppo sul territorio capalbiese. Sarebbe stato corretto avvisare la cittadinanza e condividere assieme a loro tale scelta. Quindi perché non è stato allargata questa idea ad altri soggetti? Pensiamo ad esempio che una riunione pubblica con le associazioni di categoria, la Camera di Commercio, i rappresentanti delle associazioni di volontariato, sportive, o che operano nel campo del sociale e magari una rappresentanza del mondo della scuola e della diocesi e i cittadini, debbano essere coinvolti».

«Si tratta di una scelta meritevole di un prestigioso riconoscimento – chiarisce la nota – pertanto non sarebbe in questo modo espressione ancor più pregnante del riconoscimento di un’intera cittadina? Già in passato è già successo che la cittadinanza onoraria, in un eccellete località Come Capalbio, venisse assegnata solo per merito di fazione politica. Senza pensare che generalmente tale fregio viene assegnato a chi crea immagine, oppure sancisce con la sua musica o opere a Capalbio oppure porti il nome di Capalbio e della Maremma in tutto il mondo. Ma in questo caso non si possono assolutamente fare le nostre congratulazioni ed il nostro ringraziamento per nessun importante impegno, né culturale né tantomeno di alcun altro genere».

«Ma in questo caso – attacca il comitato – il ringraziamento di cuore va a chi ha proposto tale candidatura, solo al fine di cospargere il capo di ceneri, per dimostrare che le comunicazioni fatte in passato: “Ho votato a destra” erano un errore quindi oggi per farsi perdonare dai compagni proponiamo un uomo che a Capalbio non conosce nessuno, che non l’ha mai frequentata se non solo nei salotti di alcune case di Sinistra. Moltissimi capalbiesi in queste ore si sentono indignate e chiedono di aprire un dibattito su tale iniziativa, oppure che se si decidesse di dare tale onorificenza a qualcuno venga scelto tra chi ha da sempre agito per la cultura, il turismo e qualsiasi altra importante attività all’interno della nostra ridente cittadina. Che oggi per tale iniziativa viene privata della libertà di decidere».

«L’imposizione non è un valore – continua ancora la nota – ma a Capalbio a quanto pare si. In una realtà ricca di cultura, come Capalbio bisogna dare il tempo di metabolizzare certe scelte. Ma siamo certi che il Sindaco si ricrederà, e che discuterà assieme alla cittadinanza tale scelta. Se così non sarà si farà una raccolta di firme per una contro petizione di cittadinanza onoraria. Ma prima di ciò, i cittadini di Capalbio, si chiedono perché omaggiare il signor Asor Rosa attraverso la concessione della Cittadinanza Onoraria? Da regolamento comunale la proposta di attribuzione della cittadinanza onoraria può essere avanzata dal sindaco, da almeno 1/5 dei consiglieri».

«In ogni caso – conclude il comitato del centrodestra crediamo sia compito dell’Amministrazione trovare il modo migliore per confrontarsi in maniera pacata con i cittadini. Tale azione è una scelta indelebile è non può essere figlia solo di qualcuno o della parte politica che rappresenta, che si deve far perdonare qualcosa bensì si tratta di un evento storico che la Città deve condividere diversamente».

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.