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Ciclopista tirrenica, «Turismo slow vera leva economica del futuro».

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GROSSETO – La ciclopista tirrenica rappresenta un elemento in grado di fornire alla Maremma grossetana e, più in generale, alla Regione Toscana un indubbio e significativo ritorno in termini economici e turistici, oltre a favorire la mobilità ciclabile e, dunque, a salvaguardare l’ambiente.

Gentili: “La Maremma non ha nulla da invidiare alle realtà virtuose del nord Europa: mettiamoci tutti insieme a lavorare per disegnare uno sviluppo economico e occupazionale che abbia come parola chiave l’ambiente.”

Com’è noto, la ciclopista tirrenica rappresenta un’infrastruttura leggera capace di generare un indotto turistico di enorme portata, rendendo la Maremma sempre più bike friendly e consentendo agli operatori e alle istituzioni di puntare su un turismo slow di cui natura, tradizioni, agricoltura ed enogastronomia di qualità saranno i protagonisti assoluti. Per guardare in questa direzione e costruire un futuro sostenibile sia sotto il profilo ambientale che economico, però, è necessario un impegno forte e significativo da parte degli enti locali attraverso il quale vincere questa scommessa, prendendo le mosse proprio dalla ciclopista tirrenica per disegnare una nuova rotta dello sviluppo del nostro territorio. Legambiente considera la ciclopista tirrenica a dir poco cruciale oltre che un elemento in grado di fornire alla Maremma grossetana e, più in generale, alla Regione Toscana un indubbio e significativo ritorno in termini economici e turistici, oltre a favorire la mobilità ciclabile e, dunque, a salvaguardare l’ambiente. La ciclopista tirrenica, dal confine francese, attraverserebbe la Liguria, la Toscana e il Lazio fino alla città di Roma e potrebbe essere percorsa dagli amanti delle due ruote, dagli appassionati di cicloturismo ma anche da tutti coloro che vogliono viaggiare riducendo al minimo l’impatto ambientale. A tale riguardo, è bene precisare che quello del turismo a basso impatto ambientale è un tema particolarmente sentito sia a livello nazionale che internazionale e che troverebbe nella ciclopista tirrenica un’applicazione pratica notevolmente rilevante. Stando alle stime, a fronte di un investimento di circa 40 milioni di euro, l’indotto economico generato da una simile operazione sarebbe di circa 20 milioni di euro all’anno che vedrà protagonista in misura maggiore proprio il comparto turistico/ricettivo. Un guadagno pressoché parificabile a quello generato da arterie ciclabili già presenti in alcuni Paesi del nord Europa.

Attraversando aree naturali e protette tra cui, ad esempio, il Parco naturale di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli e il Parco della Maremma, paesaggi mozzafiato e siti di interesse storico e archeologico, la ciclopista tirrenica avrebbe tutte le carte in regola per rappresentare un volano per l’intera economia maremmana, basata principalmente sul turismo, l’agricoltura di qualità e sulle risorse paesaggistiche e naturalistiche. Il tracciato complessivamente è di 1200 chilometri di cui 546 chilometri in regione Toscana. Quello toscano, sarebbe un tratto attraverso il quale i turisti e gli appassionati avrebbero la possibilità di scoprire itinerari e percorsi di grande interesse, consentendo a tutti i territori coinvolti di prolungarla stagione estiva e beneficiare di un flusso pressoché costante di visitatori. Ciò a beneficio sia delle strutture alberghiere che di ogni genere di attività. “La Maremma deve mettersi in gioco – dichiara Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente – e credere con determinazione in questa importante infrastruttura capace di rappresentare un elemento di forza per tutto il comparto turistico. Grazie ad una simile opera, la Maremma potrà essere sempre di più conosciuta e riconosciuta dal popolo delle due ruote, diventando un vero e proprio punto di riferimento in fatto di cicloturismo sia a livello nazionale che internazionale. Da non trascurare – continua Gentili – è anche il fatto che la ciclopista rappresenterebbe uno stimolo a rendere sempre più ciclabile il nostro territorio, favorendo la scoperta dei paesaggi incantevoli, di siti di interesse storico, archeologico, naturalistico, culturale ma anche consentendo ai visitatori di conoscere le tradizioni locali e i numerosi prodotti tipici della zona.

Legambiente, insieme agli amici di FIAB, UISP e di altre associazioni, da anni ripete pone l’accento sull’importanza di far diventare la Maremma una zona bike friendly, puntando sulle due ruote, potenziando le piste ciclabili presenti, pianificando la realizzazione di itinerari specifici, incrementando il numero di strutture ricettive dedicate al settore e scommettendo fortemente su strategie comunicative e di promozione del territorio capaci di valorizzare gli itinerari e i percorsi esistenti. Così facendo, sarà possibile intercettare i flussi nazionali ed internazionali del sempre più crescente turismo slow, incentivando il turismo delle famiglie e quello della terza età attraverso la predisposizione di percorsi più semplici e l’utilizzo di biciclette a pedalata assistita. Bene ha fatto in tal senso il comune di Follonica che, avendo colto tutte le opportunità messe a disposizione da un’opera come la ciclopista tirrenica, attraverso un processo partecipativo promosso dalla Regione Toscana che coinvolge vari enti locali (Comune di Montieri, Comune di Monterotondo, Comune di Castiglione della Pescaia, Comune di Massa Marittima, Comune di Roccastrada, Comune di Scarlino, Parco delle Colline metallifere), ha coinvolto la cittadinanza in un percorso partecipativo che rappresenterà un’ottima occasione per rilanciare il progetto nel suo complesso, condividendone potenzialità e sviluppi futuri.

La Maremma – conclude Gentili –, dall’area nord all’area sud, passando dal Comune capoluogo e dal Parco della Maremma, ha tutto ciò che serve per diventare ambasciatrice della ciclabilità, del turismo slow e dell’agricoltura di qualità e sostenibile in Italia e all’estero. Occorre, però, un impegno significativo in tal senso da parte degli enti locali che dovranno sempre di più comprendere che la posta in gioco è alta ma che con l’impegno di tutti i risultati sono davvero a portata di mano. In molte altre realtà nazionali ed europee, la bicicletta è il simbolo di un nuovo approccio al turismo ed ha fatto da apripista ad un turismo sempre più diversificato che rappresenta uno degli assi portanti dell’economia odierna. Penso, ad esempio, all’escursionismo, al turismo naturalistico, a quello storico archeologico, ma anche al turismo enogastronomico o a quello legato alle attività sportive da svolgere all’aria aperta. La Maremma non ha nulla da invidiare a queste realtà: mettiamoci tutti insieme a lavoro per disegnare uno sviluppo economico e occupazionale che abbia come parola chiave l’ambiente.”

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