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Rapporto sulla mafia: «Prioritari più controlli, meno contante e scelte opposte ai condoni»

GROSSETO – «E’ vero che, come sempre si dice, non dobbiamo abbassare le guardia né dobbiamo considerarci immuni da questi fenomeni, ma è anche il caso di sottolineare che se siamo arrivati ad un’analisi e una conoscenza più puntale molto lo dobbiamo proprio al lavoro della giunta regionale, che oggi ci presenta il secondo rapporto. Si tratta di uno strumento importante, che analizza anche alcuni punti che saranno oggetto di scelte di governo regionale e per questo ci aiuterà a farle meglio».
Lo ha detto Leonardo Marras, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, intervenendo in aula sul “Secondo rapporto sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione in Toscana” presentato dall’assessore Vittorio Bugli.

Marras ha anche invitato l’ufficio di presidenza del Consiglio a costituire senza ulteriori ritardi l’Osservatorio regionale sulla legalità che “deve essere strutturato non come un doppione del lavoro che già viene fatto e deve quindi rivelarsi anch’esso uno strumento utile”.
Rispetto ai punti illustrati dall’assessore Bugli, il capogruppo Pd ha messo in evidenza alcune priorità su cui intervenire.

«Uno dei dati che colpisce di più – ha detto Marras – è quello del primato della nostra regione, se si eccettuano le realtà dove i fenomeni mafiosi sono nati e radicati, sui reati di favoreggiamento, che può indicare la pericolosità di un atteggiamento diffuso di copertura e accondiscendenza ai fenomeni criminali. Come pure – ha aggiunto – dovremmo analizzare bene il dato che riguarda le province di Livorno, Massa Carrara e Grosseto, dove, per il carattere di crisi strutturale di queste aree, stiamo concentrando sforzi economici importanti e dove si configura una maggiore infiltrazione legata ai flussi degli investimenti. C’è quindi il grande tema dei controlli, che vanno estesi e rafforzati, proprio perché dove ciò è stato fatto i risultati sono venuti. Ma essi vanno accompagnati da scelte diametralmente opposte ai condoni sull’Iva e all’uso dei contanti, pena l’incapacità di svolgere quei controlli».

«Infine – ha concluso Marras – bisogna aggredire le criticità: dall’utilizzo dei beni confiscati al supporto dell’azione degli enti locali, all’estensione dei protocolli con le prefetture sugli appalti e i requisiti antimafia»

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