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Telecamera negli asili, Ripani: «In parlamento per dare voce alle famiglie»

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GROSSETO – «Ho parlato in aula a Montecitorio a nome di tutte quelle famiglie che si sono trovate a dover gestire un abuso a danno di un loro caro. Sono intervenuta nella discussione generale per l’approvazione della proposta di legge di Forza Italia per introdurre la videosorveglianza negli asili e nelle strutture socio-assistenziali. Il voto è slittato a martedì 23 ottobre in attesa del parere della commissione Bilancio, un ritardo che il Governo avrebbe potuto evitare. In aula ho ribadito che questa battaglia di Forza Italia non deve e non può avere un colore politico, perché di fronte a episodi di violenza nessuno può far finta di nulla e girare lo sguardo altrove». A parlare è l’onorevole Elisabetta Ripani, deputata di Forza Italia, intervenuta alla Camera.

«A Grosseto purtroppo negli ultimi anni abbiamo dovuto affrontare casi di abusi a danno dei più fragili, i bambini, con fatti di cronaca giudiziaria che hanno scosso l’opinione pubblica, suscitato sdegno e turbato la tranquillità di famiglie che ogni giorno accompagnano i propri bambini in quei luoghi deputati all’educazione. La nostra proposta di legge ha tre parole chiave: prevenzione, monitoraggio, formazione. Garantisce la tutela dell’incolumità fisica e psichica dei soggetti vulnerabili (bambini, anziani e disabili) e della privacy delle persone riprese, prevedendo l’installazione di telecamere criptate a circuito chiuso, adeguatamente segnalate a chi accede alle strutture, il divieto di webcam e di accesso alle immagini, salvo quanto previsto dal Codice di procedura penale».

«La videosorveglianza è uno strumento di deterrenza necessario e proporzionato allo scopo che si prefigge, ma siamo consapevoli che le telecamere da sole non bastano: a contatto con bambini, anziani e disabili devono esserci insegnanti e operatori formati e preparati. Il Governo sarà delegato ad adottare un decreto legislativo che preveda anche una formazione obbligatoria e permanente, accompagnata da una valutazione attitudinale, per verificare la sussistenza dei requisiti che integrano l’idoneità professionale. Quando i più deboli scontano le cattiverie dei più forti, la società fallisce. Ma il problema esiste e va preso di petto. Lasciamo le contrapposizioni politiche in un angolo in questa battaglia di civiltà e martedì, quando alla Camera si voterà la proposta di Forza Italia, dimostriamo al Paese che il Parlamento italiano sa produrre leggi giuste e dà seguito al grido di allarme dei propri cittadini».

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