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Rifiuti: «Grosseto unico capoluogo toscano dove cala la differenziata. Strade sempre più sporche»

GROSSETO – «A Grosseto esiste ormai un ‘problema rifiuti’. E’ inutile girarci intorno» inizia così la nota dei consiglieri comunali Carlo De Martis, Marilena Del Santo (Lista Mascagni Sindaco), Lorenzo Mascagni, Manuele Bartalucci, Ciro Cirillo, Marco Di Giacopo, Catuscia Scoccati), Rinaldo Carlicchi (Passione per Grosseto). «Non è solo la qualità delle strade a non essere più accettabile, come testimoniato dall’aumento esponenziale di segnalazioni da parte dei cittadini, ma è la stessa qualità della raccolta ad essere ferma al palo. I dati ufficiali, pubblicati in questi giorni dalla Regione Toscana, certificano che nel 2016 il Comune di Grosseto vantava una percentuale di raccolta differenziata di quasi il 36%, mentre nel 2017 siamo scesi sotto la soglia del 35%, esattamente al 34,82%».

«E’ vero, come afferma l’assessore Petrucci, che i criteri di calcolo adottati per il 2017 sono più ‘severi’ rispetto all’anno precedente, quando nel dato della raccolta differenziata confluivano alcune voci che ora non sono più conteggiate, ma è altrettanto vero che i criteri sono validi per tutti. E’ un po’ come l’allenatore che dopo una batosta dà la colpa al campo bagnato, come se l’altra squadra avesse giocato sul campo asciutto! Migliorano infatti quasi tutti, tranne noi. Nella provincia di Grosseto su ventotto comuni sono solo cinque a peggiorare, e tra questi figura il capoluogo».

«A livello regionale il quadro è ancora più sconfortante – prosegue l’opposizione -. La percentuale di raccolta differenziata è salita di quasi tre punti attestandosi al 53,9%, e tutti i capoluoghi sono riusciti a compiere un balzo in avanti raggiungendo anche risultati ragguardevoli: Pisa al 60%, Prato sopra il 70%, Lucca sfiora addirittura l’80%. Un solo capoluogo in tutta la Toscana vanta il segno meno, ed è Grosseto, oltretutto con un dato modestissimo, il peggiore tra i capoluoghi dell’ATO Sud, che ci relega addirittura al penultimo posto su scala regionale (peggio di noi, di poco, sta solo Massa, che però è riuscita a innescare un trend positivo). Ridurre l’analisi al fatto che sono cambiati i criteri di calcolo è allora quantomeno riduttivo».

«Siamo fiduciosi che i nuovi sistemi di raccolta adottati dall’ATO Sud, che anche il comune di Grosseto sta introducendo insieme a molte altre amministrazioni, potranno portare in futuro dei benefici, ma per il momento la realtà è quella che sta scritta nei numeri, impietosi, certificati dalla Regione, e chi ha la responsabilità di governo deve essere in grado di fornire ai cittadini un’analisi seria. Ciò a maggior ragione perché i problemi non si esauriscono qui, e si rivelano se possibile ancor più gravi su un altro versante, quello della produzione complessiva dei rifiuti urbani. A livello regionale ancora una volta le cose migliorano, con una diminuzione di quasi tre punti che significa 67.000 tonnellate di rifiuti in meno, e un dato pro-capite passato da 617 a 600 kg/abitante».

«A Grosseto il trend è invece ancora una volta negativo, con un aumento della produzione pro-capite da 596 a ben 601,76 kg/abitante. E’ un peggioramento importante, perché la qualità dell’ambiente in cui viviamo passa da politiche capaci non solo di migliorare la raccolta, ma innanzitutto di ridurre la produzione di rifiuti. Quello che è da fare è un lavoro senza dubbio difficile, ma di assoluta urgenza ed importanza, e i risultati degli altri comuni ci dicono che anche noi possiamo farcela. Ci riusciremo, però, solo quando chi amministra il comune di Grosseto la finirà con questa propaganda quotidiana, e comincerà finalmente a guardare in faccia la realtà. Quella che – concludono i consiglieri – i cittadini vedono ogni giorno, quando vanno a lavoro».

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