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Muore l’ex sindaco, il cordoglio della città: «Massimo ha servito la comunità con dedizione»

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FOLLONICA – Il sindaco di Follonica Andrea Benini ricorda Massimo Corti, ex sindaco di Follonica.

“Siamo voluti essere qui con il Gonfalone della nostra città – spiega il sindaco Benini – per rendere onore ad un uomo che questa città l’ha servita da sindaco.
Siamo qui per essere vicino a sua moglie, ai suoi figli, a tutta la sua famiglia, per esprimere tutta la vicinanza, l’affetto da parte di tutta la comunità follonichese, che Massimo ha servito con spirito di totale dedizione, con intelligenza, con quella forza, energia, tenacia, che gli permesso di combattere contro una malattia feroce, sempre con grande dignità, senza mai commiserarsi, rispondendo a chi gli domandava come stai, con orgoglio e con fierezza, ‘sto bene’ nonostante magari lo sguardo o il colorito del viso tradissero sofferenza o stanchezza”.

“Una sofferenza – dice il primo cittadino – che ha saputo affrontare con questa serenità anche grazie al profondo affetto dei suoi familiari, degli amici che gli sono stati a fianco. E comunque Massimo ha sempre affrontato le difficoltà con questa determinazione, senza mai scansarsi, senza mai piegarsi, guardando negli occhi le avversità, guardando negli occhi la vita, guardando negli occhi le tante persone che ha incrociato nel suo cammino, avendo sempre una parola di attenzione, sapendo cogliere sfumature e sfaccettature laterali, in modo mai banale. Negli ultimi anni ha portato avanti con grandissima passione, perfino con inventiva e fantasia, il suo ruolo di presidente dell’atletica follonichese (provando anche a escogitare soluzioni improbabili per dipanare spesso situazioni intricate): ha seguito con caparbietà tutte le difficoltà (ricordo i tanti messaggi, le telefonate, sempre garbate, ma decise, non mollava di un millimetro Massimo), ha seguito con amore l’attività dei bambini, degli atleti, degli allenatori , delle famiglie, li ha accompagnati sempre, e quando non ha potuto farlo fisicamente, con il pensiero non li abbandonava mai”.

“Massimo l’ho incontrato l’ultima volta proprio là – prosegue Benini – al campo scuola di via Amendola, insieme ad alcuni allenatori, ad alcuni genitori, mente in pista correvano i ragazzi, e noi chiacchieravamo davanti agli spogliatoi. E’ sempre stato un punto di riferimento, che non veniva mai meno, per loro, come per tanti oggi qui presenti. Appassionato della vita, uomo colto e gentile, me lo ricordo mentre in una conferenza, in teatro , ripercorreva in modo accorato e rigoroso il viaggio dei migranti italiani, avendo il coraggio delle proprie idee, affermando con forza le proprie convinzioni che nella Costituzione traevano ispirazione e fondamento”.

“E questa lezione di civismo – conclude il sindaco – la sua gentilezza, la sua capacità di rapportarsi con tutti, farlo con garbo e con sensibilità, il suo coinvolgimento nella vita profonda della città, riuscendo sempre ad essere una presenza attiva, ma discreta, propositiva ma riservata . E’ ciò che ci porteremo nel cuore, come una eredità da continuare a far vivere attraverso non solo il ricordo, ma nella volontà e nei gesti, per essere concreti e autentici come voleva lui”.

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