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Salta il Consiglio comunale: l’acquisto del fondo della farmacia comunale mette in crisi la maggioranza

FOLLONICA – Maggioranza in disaccordo, oggi pomeriggio, ed è saltato il consiglio comunale a metà seduta. Il punto della discordia il numero sei all’ordine del giorno: l’approvazione dell’acquisto del fondo della farmacia comunale di via Litoranea 89, un fondo di cui il Comune ad ora è affittuario e che intende acquistare per 425mila euro.

La seduta odierna del consiglio, in programma per le ore 15, era già partita con il piede sbagliato e con quasi un’ora di ritardo per poi interrompersi del tutto proprio durante il punto numero sei. La maggioranza, come permesso dal regolamento, ha chiesto un’interruzione di 15 minuti per riunirsi ma non è più rientrata. Dopo 40 minuti, i consiglieri di minoranza rimasti, a loro volta hanno lasciato l’aula con altri cinque punti da approvare, tra cui il bilancio consolidato.

A pochi mesi dalle elezioni è a rischio la maggioranza? Il problema sull’acquisto, non sarebbe di natura tecnica, ma alcuni consiglieri sostengono un conflitto di interessi, perché il proprietario dell’immobile è il compagno di un’assessora della giunta Benini.

Il sindaco, che abbiamo raggiunto al telefono, però, non parla di crisi all’interno della maggioranza e cerca di spiegare cos’è accaduto oggi. Il primo cittadino sottolinea, che «il Comune ha rapporti con i proprietari del fondo da decenni, già dagli anni 70, che uno dei proprietari sia il compagno di un’attuale assessora è solamente un caso. Non siamo qui per fare favori personali a nessuno, anzi. L’affitto all’ente costa molto, acquistare il fondo avrebbe solo vantaggi economici per le casse comunali».

«Oggi pomeriggio – prosegue Andrea Benini -, poco prima dell’inizio della seduta, un consigliere di maggioranza mi ha chiesto delle delucidazioni sull’acquisto del fondo della farmacia. Aveva dei dubbi sull’importo che il Comune avrebbe dovuto spendere nonostante ne avessimo già discusso anche in precedenza. La discussione si è prolungata poi durante l’assise, tanto da doverla interrompere per un’altra riunione interna della maggioranza».

«Per l’acquisto – spiega – era stata realizzata una manifestazione d’interesse pubblica a cui poteva aderire chiunque. Non solo. Il bando è stato perfino prolungato per altri 30 giorni e infine, per essere ancora più sicuri, abbiamo chiesto anche, e con esito positivo, un parere di congruità all’Agenzia delle entrate. Si chiede più trasparenza di questa? Mi rendo conto che l’episodio di oggi è grave, molto spiacevole e lancia un messaggio sbagliato, ma dietro tutto questo non c’è una divisione politica».

Dai banchi dell’opposizione, i toni sono invece molto meno diplomatici. «La seduta di oggi –ha commentato il consigliere di minoranza Daniele Pizzichi all’uscita dalla sala consiliare- è stata a dir poco vergognosa. E’ la palese dimostrazione che non esiste più una maggioranza all’interno di quest’amministrazione. Il sindaco dovrebbe dimettersi in modo che si vada a nuove elezioni per dare un governo buono a questa città».

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