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Commercio con l’estero, export in calo: male l’agroalimentare, meglio i chimici

Ad una certa stazionarietà delle esportazioni (184 milioni di euro, -0,3% tendenziale) fa da contraltare una forte crescita delle importazioni (118 milioni, +20%). Per quanto concerne l’export, la perdita del manifatturiero alimentare è colmata dalla crescita dei prodotti chimici. Per l’import, crescono il settore primario e, soprattutto, il manifatturiero, spinto dai “soliti” prodotti alimentari e chimici ma anche e dai macchinari ed apparecchi n.c.a.

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GROSSETO – Nel contesto socio-economico maremmano, il commercio con l’estero concorre in modo non ancora rilevante alla formazione del valore aggiunto provinciale, anche se da tempo è in atto un processo di cambiamento, con le imprese locali che si “affacciano” sempre più sui mercati esteri. Per meglio comprendere tale dinamica, il Centro Studi e Ricerche della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno ha prodotto nei giorni scorsi un report che, sulla base dei dati ISTAT, ne analizza i risultati nel periodo gennaio-giugno 2018.

Nel corso del primo semestre 2018 il commercio mondiale, pur restando ancora in fase espansiva, ha subito una certa decelerazione, causata dall’incertezza per le politiche protezionistiche dell’amministrazione statunitense. Nei primi sei mesi del 2018 le esportazioni italiane sono ammontate ad oltre 231 miliardi di euro (+3,7% su base tendenziale), le importazioni sono valse 212 miliardi di euro +(4,1%). Il saldo commerciale è stato dunque positivo per 19 miliardi di euro.

L’interscambio italiano si rafforza non solo con l’area “storicamente” più rilevante, ossia i paesi Ue (export +5,1%, import +5,0%) ma anche, seppur in misura inferiore, coi paesi extra Ue (export +1,9%, import +2,7%).

La Toscana mostra da un lato una minore “vivacità” in termini di esportazioni (+2,3%), dall’altro una maggiore crescita per quanto concerne le importazioni (+7,9%). Rispetto all’immediato passato, si rilevano rialzi mediamente più contenuti tranne che per Livorno e Massa Carrara (due delle province maggiormente interessate dal “boom” dell’anno precedente). Grosseto chiude il semestre su un livello molto vicino a quello del 30 giugno 2017 (-0,3%). Fatto salvo l’andamento di Prato e Siena, l’import evidenzia una buona crescita ovunque, soprattutto a Massa Carrara, Firenze, Arezzo e Grosseto, dove si registrano incrementi oltre i dieci punti percentuali. Con un rotondo +20% tendenziale, Grosseto mette a segno la variazione più elevata.

Valori assoluti e variazioni tendenziali per import ed export: confronto I° sem. 2018/2017
Territorio I° sem. 2017 (provvisorio) I° sem. 2018 (provvisorio) Var % Import Var % Export
Import Export Import Export
Massa Carrara 163.465.839 901.253.033 180.965.884 819.845.943 10,7 -9,0
Lucca 964.733.515 1.958.040.537 1.031.172.648 2.067.684.933 6,9 5,6
Pistoia 400.710.624 704.054.798 419.974.092 709.401.679 4,8 0,8
Firenze 2.946.991.010 5.867.946.450 3.449.406.887 6.253.502.327 17,0 6,6
Livorno 2.988.761.192 1.140.790.046 3.078.135.223 923.137.259 3,0 -19,1
Pisa 977.939.352 1.517.002.367 1.030.235.403 1.535.766.956 5,3 1,2
Arezzo 1.876.963.280 3.152.338.328 2.156.875.997 3.260.520.631 14,9 3,4
Siena 326.275.172 830.159.691 307.465.637 872.434.099 -5,8 5,1
Grosseto 99.033.219 185.205.828 118.837.774 184.640.868 20,0 -0,3
Prato 847.969.381 1.305.382.493 730.638.419 1.347.541.875 -13,8 3,2
Toscana 11.592.842.584 17.562.173.571 12.503.707.964 17.974.476.570 7,9 2,3
Italia 204.242.525.313 223.302.855.137 212.557.596.870 231.615.112.469 4,1 3,7
Elaborazione Centro Studi e Ricerche CCIAA Maremma e Tirreno su dati ISTAT

Nel primo semestre 2018 le imprese grossetane hanno acquistato merci estere per un controvalore di 118 milioni di euro ed hanno venduto i propri prodotti per oltre 184 milioni di euro, con un saldo commerciale dunque ampiamente positivo (65 milioni di euro) anche se non della stessa entità di quanto avvenuto dodici mesi prima (86 milioni di euro).

Le importazioni delle imprese grossetane interessano essenzialmente tre settori: i prodotti delle attività manifatturiere (64% del totale); estrazione di minerali da cave e miniere (16%) e prodotti dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (15%). Solo per il secondo settore si calcola una variazione tendenziale negativa (-9,5%), mentre gli altri due crescono vistosamente, soprattutto il primo (+26%).

Tutti i principali comparti delle importazioni manifatturiere risultano in aumento tendenziale: su tutti spicca quello dei prodotti alimentari, bevande e tabacco, il quale ha inciso sul totale per oltre il 28% ed ha evidenziato una crescita di oltre un terzo. Di rilievo anche le “performance” delle sostanze e prodotti chimici (+31%) e dei macchinari ed apparecchi n.c.a., il cui valore è quasi raddoppiato in un anno (+90%).

Le esportazioni per settore in provincia di Grosseto, si concentrano esclusivamente sui prodotti manifatturieri (96%). Entrando nel dettaglio, il primo semestre 2018 conferma che le voci principali sono due: i prodotti alimentari, bevande e tabacco, i quali rappresentano quasi il 40% delle esportazioni totali mentre le sostanze e prodotti chimici si collocano su di un valore lievemente superiore (40,7%). Le vendite all’estero dei prodotti alimentari risultano in calo di oltre 10 punti percentuali su base tendenziale, al contrario quelle dei prodotti chimici evidenziano una crescita dell’8,2%.

Nel complesso, l’import manifatturiero si attesta a quasi 77 milioni di euro, l’export sopra i 177: il saldo commerciale con l’estero è dunque positivo per oltre 100 milioni di euro, l’anno prima era risultato di oltre 123 milioni di euro. Com’è facile intuire, a questo risultato hanno contribuito in maniera determinante i comparti alimentare e chimico.

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