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Commissione pari opportunità: «Istituirla alla vigilia delle elezioni è una pagliacciata»

AMIATA – «Costituire una Commissione Pari Opportunità dell’Unione dei Comuni a pochi mesi dalle elezioni è l’ultima pagliacciata di un Pd amiatino allo sbando più totale» la dura critica all’iniziativa arriva da Riccardo Ciaffarafà, consigliere comunale e coordinatore gruppi consiliari di opposizione e da Guendalina Amati, consigliere comunale.

«Insediare una Commissione a sette mesi dalle elezioni – dicono i due consiglieri in una nota – quando lo Statuto prevedeva che fosse insediata entro 90 giorni dagli insediamenti dei vari consigli comunali e dunque 4 anni fa, è una presa in giro ed un pessimo affronto ad un tema delicato e serio come quello delle pari opportunità e in particolare del rispetto della donna e del suo ruolo anche nelle istituzioni. L’ennesima prova della incapacità, prima del presidente Claudio Franci e poi del presidente Iacopo Marini, nel gestire l’Unione dei comuni e la riprova della insensibilità al tema da parte dei sindaci Pd dell’Amiata, che avrebbero dovuto costituire questa commissione 4 anni fa».

«Ma non c’è da stupirsi visto che le quote rose non sono rispettate nemmeno quando ci sono tutti i presupposti per farlo da parte dei sindaci Pd – prosegue la nota – basti l’esempio del rimpasto di giunta fatto dal Sindaco di Santa Fiora, Federico Balocchi, che, nel novembre 2017, ha nominato un assessore esterno uomo, nemmeno di Santa Fiora pescandolo da una frazione di Castell’Azzara, non rispettando le indicazioni della legge sulle quote rosa nelle giunte comunali quando invece avrebbe potuto nominare tranquillamente la consigliera comunale del suo gruppo di maggioranza. Siamo di fronte per l’ennesima volta ad un Pd che fa e decide delle Istituzioni come meglio gli piace, senza rispettare nemmeno lo Statuto e facendo insediare una Commissione con sette mesi di vita».

«Per questo motivo abbiamo deciso di dimetterci dalla Commissione – conclude la nota – e non votare il presidente Pd che svolgerà un lavoro di pochi mesi e poi decadrà. Occorre rispetto e serietà nei confronti di Commissioni importanti e delicate che possono svolgere un ruolo fondamentale per i diritti delle donne e questo non è certo il modo».

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