Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Inceneritore: la posizione di M5S, Fratelli d’Italia, Sì Toscana e Italia Nostra

SCARLINO – E sulla vicenda dell’Inceneritore intervengono anche Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia, Sì Toscana e Italia Nostra.

“Siamo ancora a discutere la riattivazione di un impianto, quello dell’inceneritore di Scarlino, che non serve a nessuno – afferma il consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Giacomo Giannarelli -. Ci sono profili di fragilità, tanto è vero che siamo riusciti a chiedere e ottenere l’audizione, in quarta commissione Ambiente, dei tecnici del Cnr, specialisti che hanno espresso più di una perplessità sul funzionamento dei camini di questo inceneritore. Impianto che rischia, a sentire gli esperti, di avere dei risvolti negativi sulla salute delle persone. In Toscana c’è un problema impiantistico, ma questo non deve significare rivolgersi a incenerimento e discariche. Dobbiamo invece puntare su di un sistema di raccolta porta a porta puntuale ed efficiente, progetti per la riduzione dei rifiuti e investimenti su impianti innovativi che creano posti di lavoro e non bruciano i rifiuti, ma recuperano e riciclano le materie”.

“Rossi, il Pd e Marras hanno condannato la Piana di Scarlino a rimanere la terra dei veleni. Hanno abdicato alla difesa della salute dei cittadini, in quel lembo di Toscana, “violentata” sotto il profilo ambientale ancora una volta chi governa ha fatto prevalere i grandi interessi privati all’interesse pubblico. Quell’impianto, che ostinatamente Rossi vuol far aprire, fa parte di quel groviglio “armonioso” di interessi diventati a Scarlino un vero e proprio groviglio “velenoso” – ha commentato il Consigliere regionale Paolo Marcheschi – Il voto sulle mozioni, per bloccare l’autorizzazione alla ripresa dell’attività dell’inceneritore di Scarlino Energia, ha messo in evidenza come il Pd sia l’unico, ed isolato, a favore della riapertura dell’impianto in barba ai dati scientifici e alle inchieste che invece reclamerebbero un’imprescindibile bonifica del territorio. Il Pd ha votato un atto ininfluente che blinda l’autorizzazione deliberata da Rossi e Fratoni”. La mozione presentata da Marcheschi, che non è stata approvata, chiedeva di bloccare “l’autorizzazione alla riapertura dell’impianto fino a quando non veniva ultimata la bonifica dell’area. La ripresa dell’attività del termovalorizzatore e impianto di trattamento rifiuti di Scarlino è stata autorizzata da una delibera della Giunta regionale durante il mese di agosto”.

Anche il capogruppo di Sì Toscana, Tommaso Fattori, interviene sulla vicenda: “Chiudere subito inceneritore, ‘fuori legge’ dal 2005. Gravi responsabilità della Regione per le centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti bruciati in violazione delle norme per 13 anni”

“L’ATO Sud ha un’acclarata sovracapacità impiantistica: ossia più inceneritori che rifiuti da incenerire, ed ha il record negativo di percentuali di raccolta differenziata dell’intero centro-nord Italia. Il che significa che quando saranno raggiunti obiettivi decenti di raccolta differenziata la maggior parte degli impianti sarà superflua, non solo Scarlino”, esordisce Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra, nel dibattito in consiglio regionale presentando la mozione che chiede lo stop definitivo all’inceneritore di Scarlino.

“Ci troviamo davanti ad un impianto vetusto e caratterizzato da tecnologie obsolete ma soprattutto a un impianto fuori legge fin dal lontano 2005, dato che i forni non rispettano la normativa nazionale concepita per ridurre le emissioni di diossine”, ha proseguito Fattori. “Ci troviamo anche davanti a una delittuosa pervicacia da parte delle istituzioni, che continuano ad autorizzare un impianto che non rispetta le norme, dando ogni volta prescrizioni che poi nessuno verifica. Così la delibera di giunta dello scorso luglio, che chiediamo di annullare in autotutela, è solo l’ultimo capitolo di una lunga vicenda che vede ben quattro autorizzazioni all’esercizio dell’inceneritore annullate da TAR e Consiglio di Stato nel corso degli anni”.

“La famigerata Delibera 879 – spiega Fattori – concede l’AIA all’inceneritore di Scarlino nonostante sia fuori legge, come evidenziato dalle relazioni sia dell’Istituto di ricerca sulla combustione del CNR di Napoli sia dei consulenti del giudice civile di Grosseto”. “Noi ribadiamo che l’inceneritore di Scarlino deve essere chiuso senza se e senza ma. Dobbiamo rispettare le leggi e dar ascolto agli abitanti e ai Sindaci di un territorio fortemente inquinato, in attesa da anni di bonifiche mai fatte”, ha proseguito Fattori nel suo intervento.

“Gli abitanti – dice Fattori – non possono pagare con la loro salute per gli interessi economico-finanziari di un pugno di persone, come l’imprenditore ‘amico’ ed ex assessore regionale Periccioli, oggi presidente della Scarlino Energia, o per l’incapacità di SEI di raggiungere livelli decenti di RD”.

Il capogruppo di Sì Toscana a Sinistra ha proseguito attaccando la Giunta regionale “oggettivamente responsabile di questa situazione”. Spiega Fattori: “erano state presentate osservazioni che chiarivano inequivocabilmente come i forni non fossero a norma, non consentendo ai fumi di rimanere per almeno 2 secondi ad 850 gradi, in modo da abbattere le diossine. L’Istituto di Napoli ha potuto, infatti, visionare le sezioni quotate smentendo Scarlino Energia, che peraltro aveva fornito per anni una documentazione carente, che non permetteva di valutare la reale dimensione dei forni. Ma Arpat e la conferenza dei servizi hanno preso per buona questa documentazione falsa fornita dal proponente, fin dal 2015”.

Fattori ripercorre le ultime tappe della vicenda: “In un’interrogazione di vari mesi fa avevamo messo in fila tutti questi elementi e la Giunta ci rispose che ne avrebbe tenuto conto, anzi, che sarebbe arrivata risposta in merito alle osservazioni presentate da Forum Ambientalista e Prc sul procedimento VIA/AIA dell’impianto. Invece è arrivato un nuovo via libera all’inceneritore, in piena estate”.

“E dico in anticipo all’assessore Fratoni – sottolinea il consigliere – che non è possibile ogni volta cavarsela con il rinvio ad una futura verifica, a posteriori, del fatto che l’impianto sia effettivamente conforme a quanto dichiarato in AIA da Scarlino Energia. Anche perché in tutti questi anni l’impianto ha funzionato senza esser conforme alle norme e alle prescrizioni che in seguito nessuno ha verificato. Oggi siamo punto e a capo: anche se lo studio del CNR, che chiediamo che sia reso noto al consiglio, e le perizie volute dal tribunale dichiarano i forni non a norma, nel verbale della Conferenza dei Servizi sono riportati come veri i dati falsi del Gestore. Dati falsi che sono stati fatti propri dalla Regione senza acquisire ulteriore documentazione e senza verifiche adeguate”.

“La Regione non poteva e non può autorizzare un impianto chiaramente fuori norma – conclude Fattori – chiediamo l’annullamento in autotutela della delibera 879 e degli atti del procedimento unificato VIA/AIA 2015 per l’esercizio dell’impianto. Chiediamo che i tecnici del CNR di Napoli siano ascoltati dai consiglieri. E non dimentichiamo che questo impianto ha comunque bruciato centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti, pur essendo fuori norma da anni. Ma su questo dovranno dare risposta le due inchieste aperte dalla Procura di Grosseto e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze”.

“Si riaccende l’inceneritore di Scarlino – afferma Michele Scola presidente Italia Nostra Maremma Toscana -. La Giunta Regionale ha dato l’ennesima via libera alla riapertura dello stabilimento che la giustizia amministrativa ha più volte, ormai s’è perso il conto, sempre bocciato. Ma la politica, imperterrita, gioca allo sfinimento, sapendo che gli interessi dei grandi gruppi hanno molta più pazienza e tempo da perdere dei cittadini. L’ostinatezza della Regione Toscana desta sicuramente perplessità: evidentemente la politica non ha forze ed anticorpi per resistere alla pressioni delle lobby. Perché dietro alla Scarlino Energia c’è la più classica cordata di interessi privati infiltrati negli organismi che dovrebbero garantire l’interesse pubblico, quella che in altri tempi si chiamava “razza padrona”, che dalle sue ville nobiliari a Siena e Firenze si è ingrassata avvelenando la Maremma con le miniere e con la chimica industriale, che ha cercato di creare, con il bene stare dei sindacati e della più retrograda sinistra, un tessuto sociale proletario e sottoproletario, invece che una sana struttura di piccoli imprenditori. Un bacino elettorale che ha garantito, col suo zoccolo duro e acritico, fino ad ora, l’elezione di amministratori al volere della nomenclatura politica ed economica. Maremma colonia, come allora”.

“Ma questo colpo di coda di una politica debole e asservita è anche il segnale della sua fine. Abbiamo scritto in passato, quando ormai sembrava certo che la vicenda fosse finita, ma evidentemente ancora non lo era, che questa battaglia ha creato in Maremma una rete di associazioni e comitati che ha sviluppato, in questi anni, una competenza straordinaria in materia ambientale. In questo non possiamo che inchinarci al grande esempio e impegno di Roberto Barocci, indiscusso padre di queste battaglie. Questa volta lo scenario è ben diverso dal passato, quando gli ambientalisti erano soli contro l’inceneritore. Adesso hanno dalla loro parte i cittadini, i sindaci, e lo stesso Leonardo Marras, che ha clamorosamente rivisto radicalmente la sua posizione dopo aver più volte, in veste di Presidente della Provincia, rilasciato altrettante discutibili autorizzazioni. Anche la Giunta Regionale, ormai, fa i conti col fantasma di sé stessa: il Presidente in scadenza fa di tutto per ricostruirsi una verginità politica coi beni comuni, ma i cittadini si ricorderanno le sue politiche a favore dei grandi interessi privati e a discapito dell’ambiente e della salute pubblica. Ribadiamo ancora: la battaglia sull’inceneritore di Scarlino è uno dei massimi risultati della storia dell’Ambientalismo Italiano” conclude Scola.

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.