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Grosseto: Molinari, orgoglio grossetano. “La maglia del Grifone vale quella del Real”

GROSSETO – È il simbolo dell’orgoglio grossetano. In lui i tifosi vedono l’emblema di una rinascita made in Maremma. Carattere schivo, quasi timido, quando scende in campo si trasforma e il suo solo obiettivo è quello di buttare la palla in rete. Se serve anche con le mani. Schoon Molinari, 18enne attaccante biancorosso, è in questo momento uno dei giocatori più amati dalla tifoseria e da tutto l’ambiente biancorosso. Cresciuto calcisticamente nel Saurorispescia ha giocato nelle giovanili del Siena fino allo scorso anno, quando la presidenza Ceri lo ha voluto per rifondare il Grifone. Lo stesso Grifone che ha sempre portato nel cuore, sin da quando ha mosso i primi passi.

 

“Poter giocare sul prato dello stadio Zecchini per me è sempre stato un sogno. Da piccolo immaginavo d’indossare la maglia della prima squadra e sognavo di correre sotto la curva, magari dopo aver segnato un gol decisivo…”.

Gol che è arrivato anche domenica scorsa, a Castelnuovo.

“È stata un’emozione indescrivibile. Sono corso verso i miei tifosi, verso il mio presidente, verso la mia gente, la mia Grosseto. Il resto non contava più”.

Un amore cominciato tanti anni fa, nelle giovanili del Saurorispescia.

“Sì, è là che ho cominciato a calciare per la prima volta il pallone. Poi sono passato all’Invicta e succesivamente a Siena, nei Giovanissimi regionali. Anche quella è stata una bellissima esperienza: i bianconeri erano in serie A e per me era tutto nuovo. Poi sono ritornato a casa, negli Allievi regionali della Nuova Grosseto e dopo poco mi ha richiamato il Siena per giocare nella Berretti”.

E poi?

“Poi lo scorso anno ho esordito con la maglia del Grosseto, in Eccellenza. Da piccolo sognavo questa maglia, la sognavo come si sogna quella del Real Madrid. Indossarla per giocare in prima squadra, al di là della categoria, è stato un momento molto emozionante che non dimenticherò”.

Un approccio alla categoria che chiede, quest’anno, un ulteriore passo avanti, giusto?

“Il mio obiettivo è quello di giocare titolare con la maglia del Grosseto. Per farlo ho rifiutato una chiamata dalla serie D. Non me ne pento, e spero di trovare sempre più spazio e sempre più gol. Quello che voglio adesso è vincere il campionato”.

Si trova meglio giocando nel tridente o in coppia con Andreotti, come nel secondo tempo di Castelnuovo?

“Onestamente ho giocato poco per poter rispondere. Mi trovo bene in tutti e due i modi, anche se con Andreotti abbiamo un’ottima intesa, non solo in partita ma anche in allenamento”.

A quale giocatore di serie A si paragonerebbe?

“Forse a Inzaghi o Gilardino. Gioco là davanti e il mio obiettivo è quello di metterla dentro, e magari guardagnare qualche buona punizione. Da piccolo adoravo Luca Toni, oggi mi piace molto Cristiano Ronaldo”.

Qual è il segreto di questo Grosseto?

“Il gruppo. Abbiamo voglia di vincere, di non ripetere il campionato dello scorso anno. Abbiamo in testa soltanto il raggiungimento dell’obiettivo e questo ci motiva e ci fa correre fino al 95’, finché non si è raggiunto il massimo. Anche tra di noi c’è una grande sintonia ed è proprio questo che ci spinge a non risparmiarci in campo per poter aiutare il compagno e la squadra”.

Un giocatore con cui si trova particolarmente bene?

“Dico Boccardi, perché oltre ad andare d’accordo ci troviamo sia in campo sia fuori. E poi Raito, che non mi fa mai mancare il suo supporto e il suo incoraggiamento. Una sorta di fratello maggiore per me, che sa essere “cattivo” in campo ma anche simpatico nello spogliatoio”.

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