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Trasporto scolastico: «L’azienda non determina autonomamente le tariffe, Casucci lo sa»

GROSSETO – “Un consigliere regionale dovrebbe sapere bene che le tariffe dei trasporti non vengono determinate autonomamente dalle aziende” così il Presidente di Tiemme Spa, Massimiliano Dindalini, interviene in risposta alle parole espresse dal Consigliere regionale della Lega, Marco Casucci, sul tema delle tariffe e delle condizioni del parco mezzi dell’azienda.

“Dovrebbe saperlo bene – dice il presidente di Tiemme – a maggior ragione perché il lungo iter che ha portato all’introduzione del nuovo sistema tariffario regionale è transitato, più volte, anche dal Consiglio Regionale nel quale Casucci siede. Ora è troppo facile intervenire annunciando mozioni che rischiano di rimanere decisamente sterili. Se ha davvero a cuore la vicenda, ci domandiamo dove fosse Casucci in questi anni, durante i quali si è sviluppata la complessa questione della gara unica che, in attesa della definizione dell’iter giuridico in corso, ha portato alla firma del contratto ponte con la Regione Toscana e alla nascita del soggetto unico chiamato One Scarl”.

“Visto che, seppur tardivamente, Casucci ha deciso di interessarsi della questione trasporti, cogliamo occasione per rammentarli – prosegue Dindalini – che Tiemme e tutti i suoi dipendenti sono quotidianamente al lavoro per erogare il miglior servizio possibile di trasporto pubblico. Siamo consapevoli che dobbiamo rinnovare i nostri bus e per questo stiamo investendo costantemente risorse per comprarne di nuovi. Dal 2010 ad oggi abbiamo acquistati 328 autobus, per un impegno economico totale di 45 milioni di euro di cui 29 milioni in autofinanziamento”.

“Domani ne presenteremo altri 10 nuovi – aggiunge il presidente – ed entro il 2019 ne acquisteremo ulteriori 60. Stiamo altrettanto lavorando in termini di miglioramento delle tecnologie a servizio dell’utenza e per erogare un servizio di trasporto pubblico in linea con le esigenze quotidiane di tutti i nostri utenti”.

“Casucci potrebbe smentirci e dimostrarci di conoscere a fondo il settore del Tpl – conclude Dindalini – nel quale non sono le aziende a determinare le tariffe che vengono applicate, illustrandoci dove intende reperire le risorse regionali necessarie per calmierare il sistema adottato. Altrimenti le sue rischiano di rimanere solo chiacchiere politichesi che non risolvono i problemi delle persone ma servono solo a grattare loro la pancia, in pieno stile di quel populismo che va oggi molto di moda”.

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