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Sicurezza in città: riprendono le interviste tra i cittadini. Ecco le zone interessate

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GROSSETO – «“Urban safety profile”, riprendono le interviste ai cittadini: si sta per concludere la prima parte del progetto di ricerca universitaria, che vede Grosseto sotto la lente di ingrandimento degli studiosi sul tema della sicurezza urbana, reale e percepita» a farlo sapere una nota del Comune.

«Riprendono le interviste ai cittadini grossetani nell’ambito del progetto “Urban Safety Profile” – spiega la nota -l’amministrazione sta inviando una comunicazione ad hoc ai circa 350 cittadini che mancano per concludere la prima fase del progetto, quella cioè relativa alla rilevazione dei dati.
Il progetto di ricerca è condotto dall’università di Siena, attraverso il dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e neuroscienze, in stretta collaborazione con il Comune e il Polo universitario grossetano e prevede come primo step le interviste a un campione casuale di cittadini distribuiti in cinque diverse zone della città».

Queste le zone della città interessate dalle interviste:
1) il centro storico, le Mura e primo anello esterno alle Mura, stradale circostante,
2) abitazioni in prossimità del centro (compreso il quartiere Pace e tutte le abitazioni che si trovano tra il centro storico e la linea della ferrovia)
3) il quartiere di Gorarella, compresa la zona Aurelia antica
4) il quartiere di Barbanella
5) il quartiere oltre il diversivo fino a tutta la zona del Maremà.

«Il campione tipo è composto da oltre 700 residenti estratti a sorte – chiarisce la nota -il progetto si articola sui tre livelli di intervento, a partire dall’analisi dello scenario territoriale, attraverso i dati delle statistiche ufficiali riguardanti tutti gli ambiti che a vario titolo incidono sulla tematica della sicurezza, ma anche attraverso la collocazione del territorio rispetto al contesto nazionale e una valutazione della sicurezza percepita nel contesto urbano. La seconda tappa sarà la progettazione di interventi in tema di politiche della sicurezza e infine la valutazione delle ricadute delle politiche della sicurezza progettate».

«A fronte di questa collaborazione – conclude la nota – l’Amministrazione comunale potrà disporre di tutti i risultati (informazioni, dati, ecc.) prodotti dal progetto e utili alla definizione delle politiche per la sicurezza, sia di diretta competenza che di competenza degli organi statali territoriali (Prefettura, Questura)».

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