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Crollo di Ponte Morandi: «Autostrade torni allo Stato». Scatta la mozione anche in Maremma

FOLLONICA – «I tragici fatti di Genova con il crollo del Ponte Morandi e il pesante tributo di vite umane pagato, impongono una seria riflessione» a dirlo è il capogruppo del Psi in consiglio comunale, Francesco Aquino, che annuncia una mozione che richiede la statalizzazione di autostrade.

«La riflessione deve essere fatta – chiarisce Aquino – sulla gestione del patrimonio infrastrutturale italiano, spesso appaltato, come nel caso della rete autostradale a società private in nome di un falso mito liberista dell’efficienza che, alla prova dei fatti, si dimostra tragicamente infondata sotto gli occhi del mondo intero. La gestione delle autostrade rappresenta un emblema della sciagurata stagione di privatizzazioni che ha svenduto il patrimonio pubblico italiano a partire dai primi anni ’90, vedendo complici tutti i governi che si sono alternati dal 1992».

«La gestione privata ha significato, come in molti altri casi – aggiunge l’esponente Psi – solo profitti per i padroni e continui aumenti dei pedaggi per i cittadini, ed è oggi tristemente evidente come i nostri soldi siano stati utilizzati non per la manutenzione della rete stradale (o almeno solo in minima parte), ma per arricchire i dividendi degli azionisti (oltre 3 miliardi di euro di utili annui). Detto che in base a questo sussistono tutti i presupposti per una revoca immediata e senza alcun indennizzo (anzi con una pesante multa a loro carico) della concessione alla società Autostrade per l’Italia per colpa grave o gravissima; credo che sia arrivato il momento per rivendicare la gestione pubblica di un patrimonio che rappresenta un monopolio naturale e, come tale, non suscettibile di alcun vantaggio apportato dal mercato in quanto non risulta possibile nessuna forma di concorrenza fra soggetti economici».

«Presenterò una mozione in consiglio comunale – annuncia il capogruppo – perché credo che bisogna ripartire a far politica dal basso e come cittadini abbiamo il diritto e il dovere di far sentire la nostra opinione su temi così importanti».
«Credo infine – conclude – che una Sinistra, se ancora esiste, deve ripartire da qui e faccio un appello a tutte le forze politiche, in primis a quella che rappresento di condividere e fare propria questa posizione avendo il coraggio di ammettere e condannare la politica fallimentare e disastrosa degli ultimi 25 anni».

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