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Mangiare a scuola: «Si può portare il cibo da casa, c’è la sentenza. Via i divieti»

GROSSETO – «Il Consiglio di Stato dà ragione al Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Grosseto e torto al Comune, nella persona dell’Assessore Veltroni, rispetto alla prescrizione regolamentare che ha introdotto il divieto di permanenza nei locali scolastici per gli alunni che intendono consumare cibi portati da casa (o acquistati autonomamente)» a dirlo è il Movimento 5 Stelle in una nota.

«Tale tassativa e rigorosa prescrizione – prosegue la nota – dice il Consiglio di Stato, è affetta da eccesso di potere per irragionevolezza, in quanto misura inidonea e sproporzionata rispetto al fine perseguito. Dopo la sentenza del TAR, infatti, anche il Consiglio di Stato (Sentenza 5 luglio 2018, n. 5156) ha dato ragione ai genitori che avevano fatto ricorso contro il Regolamento Comunale di Benevento che imponeva il servizio di refezione nelle scuole».

«Da quando si è insediato questo Consiglio Comunale – prosegue la nota – il Movimento 5 Stelle di Grosseto, con vari atti presentati, ha lottato a favore della possibilità, su richiesta delle famiglie, di far consumare a scuola ai bambini il pasto preparato dalla mamma. Ma l’intero Consiglio, avvalorato dalla totale chiusura dell’assessore Veltroni, ed eccezion fatta per il solo consigliere Rinaldo Carlicchi di Passione Grosseto, ha bocciato le varie proposte presentate in passato dai consiglieri M5S. Dopo questa Sentenza del luglio scorso, però, il Comune non ha più ragioni di mantenere la sua posizione. E i genitori devono saperlo».

«Il Consiglio di Stato spiega inequivocabilmente le motivazioni che sono a base della sentenza a favore del “panino da casa” – illustra il Movimento – 1) In primo luogo il si parla di incompetenza assoluta del Comune che – spingendosi ultra vires – con il regolamento impugnato impone prescrizioni ai dirigenti scolastici, limitando la loro autonomia con vincoli in ordine all’uso della struttura scolastica e alla gestione del servizio mensa. 2) Qualunque regolamento comunale che contenga tale norma prescrittiva interferisce con la circolare del MIUR 348 del 3 marzo 2017, rivolta ai direttori degli Uffici scolastici regionali, che ha confermato la possibilità di consumare cibi portati da casa, dettando alcune regole igieniche ed invitando i dirigenti scolastici ad adottare una serie di conseguenziali cautele e precauzioni. 3) Qualunque regolamento comunale che contenga tale norma prescrittiva limita una naturale facoltà dell’individuo – afferente alla sua libertà personale – e, se minore, della famiglia mediante i genitori, vale a dire la scelta alimentare: scelta che – salvo non ricorrano dimostrate e proporzionali ragioni particolari di varia sicurezza o decoro – è per sua natura e in principio libera, e si esplica vuoi all’interno delle mura domestiche vuoi al loro esterno: in luoghi altrui, in luoghi aperti al pubblico, in luoghi pubblici. 4) Non sussistono rischi igienico-sanitari all’interno dell’area di refezione. Questo perché la sicurezza igienica degli alimenti portati da casa non può essere esclusa a priori attraverso una regolamento comunale: ma va rimessa al prudente apprezzamento e al controllo in concreto dei singoli direttori scolastici, mediante l’eventuale adozione di misure specifiche, da valutare caso per caso, necessarie ad assicurare, mediante accurato vaglio, la sicurezza generale degli alimenti. L’inidoneità e l’incoerenza della misura, afferma il Consiglio di Stato, emergono in particolare dalla considerazione che non risulta, ad esempio, inibito agli alunni il consumo di merende portate da casa, durante l’orario scolastico: per analogia, si potrebbe addurre infatti anche per queste la sollevata problematica del rischio igienico-sanitario».

«Alla luce di questa Sentenza – conclude la nota – Il Movimento 5 Stelle chiederà l’abolizione della norma prescrittiva inserita nel Regolamento Comunale e fortemente voluta dall’Assessore Veltroni, dalla maggioranza consiliare, dal PD, Lista Mascagni e Gruppo Misto (consigliere Tornusciolo) Queste forze politiche, qualora non venisse abolita, dovranno spiegare ai genitori dei bambini delle scuole per quale motivo perseguano in un eccesso di potere che sta a fondamento di una norma manifestamente irragionevole, inidonea, sproporzionata nel fine perseguito. Il Movimento 5 Stelle Grosseto continuerà a dare battaglia in nome del principio costituzionale fondamentale della libertà dell’individuo. I genitori, da parte loro, sulla base di un precedente così consolidato potranno, se lo vogliono, adire le vie legali per far rispettare il loro diritto».

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