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Aspettano il bus che non arriva mai: gruppo d’insegnanti rimane a piedi

FOLLONICA – «La sostenibilità ambientale passa anche attraverso l’incentivazione e l’uso dei mezzi pubblici, ma siamo sicuri di poter fornire una valida alternativa all’auto privata?» a parlare è un’insegnante che si era recata a Siena per un corso d’aggiornamento proprio sulla sostenibilità ambientale e che per muoversi, insieme a un gruppo di colleghe, aveva scelto di prendere il bus, ma per le docenti, secondo il racconto, ritornare a casa è stato tutt’altro che facile.

«Un gruppo di 7 insegnanti di Follonica – racconta la docente – impegnate in un corso di due giorni di aggiornamento a Siena sul tema della sostenibilità ambientale aveva deciso di utilizzare l’autobus extraurbano della Tiemme per la tratta Follonica/Siena e ritorno. Il problema è’ stato proprio il ritorno serale».

«Recatesi con largo anticipo alla fermata dell’autobus di via Sauro, davanti scuola primaria Pascoli a Siena – prosegue la signora – dopo avere aspettato mezz’ora oltre l’orario indicato sul tabellone, confermato la mattina stessa dall’autista, non vedendo arrivare l’autobus, hanno cominciato a chiedere informazioni al numero verde indicato sulla fermata dell’autobus, ma nessuno rispondeva».

Le signore quindi hanno cercato di chiedere informazioni anche ad altri autisti, ma senza successo, fino a che un’autista, una donna, tiene a precisare l’insegnante, ha fornito un numero di telefono «Dopo un’ora è stata data una risposta – prosegue la signora – dopo che le docenti sono riuscite a contattare la centrale operativa e, con fermezza, hanno chiesto la risoluzione del problema. L’avventura si è conclusa molto tardi, con la prospettiva di dover prendere di nuovo l’autobus la mattina dopo alle sette, sperando in un servizio più efficace».

«Come pretendere che queste insegnanti possano consigliare ai propri ragazzi l’uso di mezzi pubblici per abbattere le emissioni di CO2 e indirizzare verso comportamenti ambientalmente virtuosi? – si chiede la docente che continua – Di chi e’ la responsabilità di un tale disservizio?».

«Si ringrazia la gentile autista – conclude l’insegnante – l’unica che ha preso sul serio il problema, dimostrando sensibilità e affezione verso la propria azienda e l’operatore telefonico, che ha cercato di risolvere il problema».

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