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Rifiuti: «Sei non giustifichi i disservizi con gli esuberi. Serve efficienza in vista del Palio»

CASTEL DEL PIANO – «Occhi aperti sul servizio di Sei, non ci si approfitti degli esuberi per giustificare disservizi» a parlare, in una nota, è l’Unione Comunale Pd di Castel del Piano.

«Non può continuare la corsa verso maggiore precariato e manodopera a basso costo – dice il Pd – no al Decreto Dignità ma Sei non se ne approfitti. I giorni caldi dell’estate sono ormai passati, ma con loro non se ne sono andati i timori e i dubbi sulla situazione di Sei Toscana, sul servizio che offre ai cittadini e sulle conseguenze legate al licenziamento di decine di suoi dipendenti, anche a seguito dell’emanazione del Decreto Dignità».

«In Agosto – prosegue la nota – abbiamo assistito a situazioni limite, con i cassonetti stracolmi e rifiuti ai loro piedi, casi dovuti di sicuro al grande afflusso di persone e turisti in zona, alla maleducazione ed inciviltà di alcuni cittadini, ma di sicuro anche risultato dell’impoverimento del servizio offerto da Sei a seguito del licenziamento di interinali ed operai con contratto a tempo, non sostituiti in modo adeguato dal personale delle cooperative che si sono trovate a coprire un settore che, fino a poco tempo fa, non era assolutamente di loro competenza».

«Non vorremmo che durante i giorni del Palio – sottolinea il Pd – che quest’anno si correrà di Sabato, con la tradizionale fiera del 9 Settembre che si svolgerà di Domenica, si possa arrivare a vivere situazioni limite, con un servizio di raccolta e pulizia in grande difficoltà, e che questa situazione, a causa degli esuberi, possa replicarsi anche in futuro».

«Continueremo a tenere gli occhi aperti sul caso degli esuberi di Sei – conclude la nota – che già hanno messo in enorme difficoltà i lavoratori e le loro famiglie, attendendo nuovi sviluppi dall’assemblea con i sindacati del 12 Settembre. Non si può continuare questa corsa alla precarietà, alla manodopera a basso costo, sulla pelle dei lavoratori: se da un lato il Decreto Dignità va rivisto, dall’altro Sei non può approfittarsene a svantaggio dei cittadini».

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