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Geotermia: «L’azienda fa solo i suoi interessi. La Regione deve intervenire»

MONTEROTONDO MARITTIMO – «Geotermia: la Regione Toscana definisca regole certe in una Legge. Se Enel crede di fare solo i suoi interessi a dispetto del territorio sbaglia di grosso» a parlare è il primo cittadino, Giacomo Termine.

«Il rapporto con un territorio – dice Termine – ha, a mio parere, regole da rispettare, equilibri da presidiare, in uno scambio continuo, in questo contesto ci sono i vari ruoli esercitati dai soggetti che amministrano e intervengono. Le istituzioni sono il soggetto che tutela la comunità e governa la sintesi dei vari interessi. L’attività geotermica è uno degli esempi di uno scambio che io reputo virtuoso tra i bisogni di crescita dell’uomo e le risorse offerte dalla natura».

«Ritengo – chiarisce il sindaco – che questo rapporto virtuoso tra comunità e sfruttamento industriale di una risorsa naturale venga mal interpretato dall’azienda demandata a farlo: Enel Green Power. A fronte, infatti, ad esempio, dell’impegno del Comune di Monterotondo Marittimo e dell’aiuto del consigliere Leonardo Marras e del presidente Rossi a favore dell’attività geotermica, che consente oggi la costruzione della sesta centrale di Monterotondo Marittimo, dopo l’iniziale stop della sovrintendenza, Enel disattende tutti gli impegni di sostegno occupazionale ed economico all’area».

«L’area cosiddetta “tradizionale” geotermica, di cui Monterotondo Marittimo è parte – prosegue Termine – è evidentemente considerata da Enel meno interessante dal punto di vista industriale ed economico e vorrebbe destinarla a un progressivo “abbandono” dopo averla sfruttata. La chiave di volta per garantire la vita di comunità interne come la nostra è l’occupazione ed è proprio sul lavoro che Enel dovrà offrire futuro. A cosa è valsa la nostra difesa contro coloro che volevano fermare la geotermia se oggi si assume sempre meno e le nostre imprese non sono impegnate nelle attività di manutenzione?»

«È un problema di ruoli? – chiede Termine e continua – Noi sindaci non abdicheremo al nostro e se lo “scambio” virtuoso non verrà rispettato da Enel adotteremo tutti gli strumenti perché siano rispettate le esigenze delle nostre aree, il bisogno di vivere, di avere un’economia viva in cambio di quanto è stato prelevato, un ambiente integro recuperando quanto è stato danneggiato. Enel Green Power deve avere ben chiaro che solo garantendo equilibrio, governando correttamente le relazioni potrà continuare proficuamente a lavorare nella nostra area».

«In questo quadro è urgente che la Regione Toscana si assuma le sue responsabilità fissando certezze sulla geotermia in una Legge – conclude il sindaco – e convocando un tavolo con tutti i Comuni per definire garanzie di investimenti e sviluppo sull’area tradizionale».

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