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Redditi bassi, Cgil: «La Maremma è in crisi, servono investimenti. Puntiamo sul manifatturiero»

GROSSETO – «Purtroppo avevamo ragione a essere allarmati. In autunno aumenti di prezzi e tariffe fino a 1700 euro/anno a famiglia. Fronte comune su infrastrutture, area di crisi complessa e attrazione d’imprese manifatturiere» a parlare è Claudio Renzetti, segretario generale della Cgil territoriale, che interviene sui dati elaborati dal Sole 24 Ore sui redditi del capoluogo maremmano.

«Trovarsi nelle condizioni di ricordare “lo avevamo detto” – sottolinea il segretario provinciale della Cgil – non è piacevole, soprattutto in questo caso. Ma i dati elaborati dal Sole 24 Ore, che collocano Grosseto ultimo capoluogo toscano e fra i peggiori in Italia quanto a reddito disponibile, sono coerenti con quello che come Cgil andiamo ripetendo a più riprese oramai da quasi tre anni. La provincia di Grosseto versa in uno stato profondo di crisi, che fra le altre cose è conseguenza diretta di un trend demografico preoccupante, caratterizzato da bassa natalità, invecchiamento veloce della popolazione residente e fuga dei giovani diplomati e laureati verso territori più attrattivi ed economicamente dinamici».

«Potrei fare un lungo elenco di concause di questo stato di cose – prosegue Renzetti – ripercorrendo le prese di posizione della Cgil, a partire dall’allarme che abbiamo lanciato sull’incremento fittizio dei posti di lavoro, quando dall’analisi delle Ula (unità di lavoro equivalenti) era chiaro che in dieci anni si sono volatilizzati l’equivalente di 10.000 contratti di lavoro full time a tempo indeterminato. Ma in questo momento non servirebbe.
Mi preme però aggiungere un elemento ulteriore di preoccupazione. La nostra Federconsumatori ha calcolato che già a partire dal prossimo autunno le famiglie italiane dovranno fronteggiare una nuova ondata di aumenti dei prezzi, dalle tariffe ai beni di consumo, fino all’aumento di benzina e Iva che, a fine anno, potrebbero incidere mediamente fino a 1700 euro. Famiglie già stremate dalla perdita di reddito e potere d’acquisto».

«A fronte di tutto ciò non servono né le polemiche, né lo scaricabarile – aggiunge il segretario – Ma collaborazione e visione comune sulla strada da intraprendere, che sarà lunga e accidentata. Fra le altre, la Cgil ha indicato già da tempo due priorità nel riconoscimento di Grosseto come “area di crisi complessa”, nel rafforzamento del settore manifatturiero, in particolare l’agroalimentare, rendendo attrattivo questo territorio attraverso il completamento delle infrastrutture e l’incentivazione fiscale a investire».

«Azioni di lungo respiro che non produrranno risultati immediati – conclude Renzetti – è bene esserne consapevoli. Ma che bisogna finalmente decidersi a sbloccare, contando prima di tutto sulla capacità di questo territorio di reagire e mettere in campo nuove opportunità di sviluppo, perché sarebbe la cosa più sbagliata del mondo pensare che i problemi debba risolverli qualcun altro, o che basti una nuova infrastruttura a uscire dal tunnel. Ai soggetti istituzionali il compito di fare la sintesi. La Cgil è come sempre pronta a fare la propria parte».

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