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“Prosmartbeef”: due convegni sul progetto che valorizza la carne di Maremma

PAGANICO – Due giornate per parlare della carne bovina della Maremma. Il 30 agosto e il 12 settembre trova la sua sintesi Prosmartbeef, il progetto voluto da Confagricoltura Grosseto, Università di Pisa, Scuola Superiore Sant’Anna, Co.Agri e Mattatoio di maremma (Ma.Mar), inserito all’interno del Progetto PIF Valorizzazione della Carne bovina di Maremma che ha coinvolto una trentina di aziende agricole e zootecniche grossetane, volto a promuovere il miglioramento delle redditività della filiera zootecnica bovina per la produzione della carne in Maremma.

Il 30 agosto dunque, presso l’Hotel Relais Santa Genoveffa a Paganico, dalle 9 alle 13 è organizzato un primo incontro in cui sono previsti interventi di alcuni dei maggiori esperti e docenti universitari come Marcello Mele, Enrico Bonari, Alberto Mantino, Domenico Cerri, Roberta Nuvoloni, Giuseppe Conte ma anche relazioni più approfondite sulla carne bovina con Giovanni Brajon, e sulla sua lavorazione con Vasco Tacconi della Accademia della Fiorentina o le esperienze produttive dell’allevatore Filippo Avidano e quelle culinarie di Aimo Moroni. A concludere gli interventi sarà Gennari Gilberti funzionario della Regione Toscana, a cui seguirà un pranzo di lavoro curato dallo chef Emilio Signori.

“Il PIF della Carne bovina della maremma, inserito nel Psr 2014/2020 – spiega Co.Agri – ha riguardato il miglioramento delle redditività non ritrovabili sul mercato, derivanti dal processo produttivo nato dall’unione di più competenze e conoscenze scientifiche universitarie e trasversali.”

Il progetto, che si è articolata in diverse azioni agronomiche e zootecniche, ha interessato 60 bovini di diversa origine genetica e ogni gruppo è stato allevato con due sistemi di allevamento a confronto in feedlot e al pascolo.

I due convegni del 30 agosto a Paganico e del 12 settembre a Firenze al palazzo dell’arte dei Beccai, si aggiungono a molte altre iniziative previste nel contesto dell’animazione culturale pensata per Prosmartbeef, che ha visto anche un corso di foraggiatura di 36 ore e un viaggio studio in Veneto, oltre al monitoraggio del benessere degli animali e ad un consumer test delle carni sottoposte alla prova, con il coordinamento dell’Università di Pisa e dell’Ordine degli Agronomi e Forestali della Provincia di Grosseto, dell’Accademia della Fiorentina di quella della Cucina e dell’Istituto Alberghiero Leopoldo II di Lorena.

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