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Maule: «Saragosa? È un “commissariamento” di Gavorrano. C’è conflitto di interessi»

GAVORRANO – «Riteniamo che la scelta di Saragosa – anche se sorprende che dopo una carriera di decoroso livello, sia politico che universitario, salga il modesto colle di Gavorrano – sta con ogni probabilità a significare che il PD gavorranese non ha soggetti idonei, nei propri ranghi, in grado di capire, strutturare e progettare il futuro urbanistico del territorio». Il consigliere di opposizione Andrea Maule commenta così la scelta del sindaco, Andrea Biondi di scegliere come assessore Claudio Saragosa. «E questo è senza dubbio un grave deficit politico del partito che ha vinto le recenti amministrative e che governando da troppo tempo ha trascinato il territorio nel grave stato di abbandono attuale, specie nell’ultimo decennio».

«Il centrodestra gavorranese, contrariamente a quanto fatto da altro gruppo di minoranza, si è preso un po’ di tempo per riflettere ed approfondire i possibili perché della nomina ad assessore esterno del Comune di Gavorrano di un personaggi di spicco quale il professor Claudio Saragosa – afferma Maule -. Va innanzitutto precisato che la figura dell’assessore esterno in una Giunta Comunale non è un obbligo di legge. È una facoltà di cui dispone il sindaco, per ricoprire un ruolo amministrativo specifico e per il quale evidentemente non ha personaggi qualificati, sia all’interno del proprio schieramento politico che tra i candidati votati dagli elettori».

«Eppure siamo dell’idea, a parer nostro, che il territorio gavorranese offra innumerevoli giovani talentuosi che avrebbero potuto adempiere brillantemente al ruolo di assessore all’urbanistica – prosegue -. Tra l’altro ci preme porre l’accento sul fatto che ad un’amministrazione accorta e ad un giovane assessore seppur politicamente poco esperto, sarebbe bastato saper ascoltare il buon senso dell’imprenditoria locale e del settore tecnico professionale del territorio, per individuare i migliori vettori di sviluppo urbanistico del nostro Comune».

«A seguire, pesa nella nostra riflessione un altro aspetto particolarmente rilevante. Claudio Saragosa è stato sindaco di Follonica, militando per la stessa parte politica del nostro attuale sindaco, dal 2004 al 2009, guadagnandosi politicamente un buon livello di apprezzamento all’interno del centrosinistra maremmano. È stato però, per onor del vero, anche coinvolto in varie vicende amministrative follonichesi legate al suo ruolo di sindaco. Si ricorda tra tutte l’inchiesta giudiziaria sulla presunta lottizzazione abusiva dell’ippodromo, dalla quale Saragosa uscì indenne grazie solo alla prescrizione del procedimento penale e non per assoluzione in giudizio. Ovviamente avvalersi della prescrizione non è una colpa, ma politicamente lascia comunque un’ombra pesante e indelebile».

«Probabilmente, però, i perché di tale nomina sono da ricercare altrove. Primo tra tutti: chi meglio di lui poteva esser scelto dal sistema politico dominante del centro sinistra grossetano, per fare da tutore all’inesperto, nonché “poco piddino”, sindaco di Gavorrano, Andrea Biondi? Ed in secondo luogo: forse non sarà solo il tutore del Biondi, ma anche – e sopratutto – si tratta di un clamoroso vero e proprio “commissariamento politico” del PD gavorranese e delle sue scelte amministrative, strutturali e territoriali, da un decennio fonte di rischiose divisioni nella Sinistra locale. La filosofia saragosiana temiamo, inoltre, che non si limiti alla progettazione urbanistica del territorio gavorranese!».

«Infatti, potrebbe essere proprio il neo assessore esterno a trovare il modo per trasferire finalmente a Follonica la sede nazionale del Parco Minerario, attualmente a Gavorrano, e da sempre tanto fortemente desiderata dalla città del Golfo. Ed ancora, potrebbe essere proprio lui a convincere i più ritrosi a realizzare la SPRAR per un centinaio di migranti nella scuola elementare a Gavorrano, anziché farla a Follonica od altrove. Ed ancora, potrebbe esser proprio lui a favorire la fusione del Comune di Gavorrano con quello di Scarlino o Follonica, specie dopo l’altra fusione – quella calcistica, accordo di collaborazione tecnica – voluta giorni fa dall’ingegner Luigi Mansi, patron indiscusso dell’U.S. Gavorrano e non solo».

«Del resto, a rafforzare queste preoccupanti previsioni c’è il fatto che le entrate nelle casse comunali, quelle che arriverebbero dalla realizzazione della Sprar per i Migranti e dalla fusione di due o più Comuni, sarebbero un regalo determinante in soldoni per riassestare la finanza pubblica alle prese con mutui milionari da pagare ancora per anni allo Stato Italiano a causa dell’allegra amministrazione del passato gavorranese. E poi, per chiudere in bellezza, c’è all’orizzonte la prospettiva di un serio conflitto di interessi, che riguarderà il rapporto lavorativo della consorte di Claudio Saragosa».

«Lei, dipendente del Comune di Scarlino, è anche dirigente responsabile del servizio scuola del Comune di Gavorrano, per via dei Servizi associati esistenti tra i due Comuni. Lui, il Saragosa assessore esterno, sarà nella Giunta che attribuisce e valuta gli obbiettivi e la premialità di fine anno anche alla propria consorte. Ebbene, in prospettiva non ci pare cosa di poco conto, specie se questa configurazione verrà protetta da un partito come il PD, costantemente impegnato a predicare valori come la trasparenza amministrativa. Purtroppo, per l’ennesima volta in quel di Gavorrano, ci pare prevalgano scelte aventi l’intenzione di stravolgere la storia del nostro territorio al solo vantaggio del mantenimento del potere. Sì, di quel potere che ancora oggi paga e consente la sicurezza di stabilità agli eredi disorientati di una Sinistra gavorranese ormai in pieno disfacimento».

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