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Tasse, stop alla seconda rata per le partite iva. Confartigianato: «Decreto inutile e tardivo»

GROSSETO – A sei giorni dalla data di scadenza della doppia rata delle imposte sui redditi, il Governo firma un decreto che consente ai titolari di partiva Iva di rinviare il pagamento della seconda rata.

Un provvedimento, secondo Confartigianato Grosseto, che avrebbe assunto un valore completamente diverso se fosse stato adottato nelle scorse settimane e non alla vigilia di Ferragosto. Una beffa, insomma, che secondo l’associazione di categoria, non fa altro che alimentare la rabbia di chi si trova costretto a versare gran parte dei propri guadagni allo Stato. La proroga della scadenza prima fissata al 20 agosto è stata voluta al fine di evitare che i contribuenti che hanno optato per la rateizzazione con maggiorazione dello 0,40% pagassero due rate delle imposte sui redditi 2018 entro la stessa data. Il provvedimento, non obbligatorio, riduce da cinque a quattro il numero delle rate previste: una di queste potrà essere spalmata da agosto a novembre, termine perentorio per il pagamento delle imposte Irpef, Ires, Irap e Inps calcolate in base alla dichiarazione dei redditi 2018. L’ipotesi è che, a pochi giorni dalla scadenza e con il Ferragosto e il week end di mezzo, saranno pochi i contribuenti titolari di partita Iva a beneficiare della proroga concessa dal Governo.

«La decisione del ministero dell’Economia e delle Finanze è stata presa troppo tardi e così, invece di essere un aiuto alle imprese, si è trasformata in una beffa – spiegano da Confartigianato Imprese Grosseto il segretario generale, Mauro Ciani, e la responsabile fiscale, Irene Andreucci –. Un’ulteriore complicazione, considerato che i piani di pagamento sono già stati fatti e che le deleghe per i versamenti sono state per gran parte già inviate. Il problema delle due rate in scadenza nello stesso giorno, lunedì 20 agosto, era stato sottolineato mesi fa: la proroga sarebbe dovuta arrivare molto prima. A tutto ciò si aggiunge l’ulteriore onere previsto per chi sceglierà di suddividere il versamento delle imposte sui redditi 2018 in quattro anziché cinque rate: aumentano gli interessi dovuti a seguito del ricalcolo del piano di rateizzazione».

«Il decreto – concludono – insomma è tutt’altro che un sostegno ai contribuenti e sicuramente saranno più quelli che non potranno usufruirne che coloro che stravolgeranno il piano dei versamenti di Irpef, Ires, Irap e Inps dovuti sulla base della dichiarazione dei redditi 2018. Ancora una volta un’occasione persa per aiutare effettivamente le imprese in un momento di così forte difficoltà».

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