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Summer School “I distretti dell’economia civile”: volti e voci degli studenti

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RISPESCIA – Si è conclusa domenica 12 agosto la seconda edizione della Summer school “I distretti dell’Economia Civile” di Legambiente in collaborazione con La Nuova Ecologia, un evento nazionale che ha portato in Maremma 23 giovani da tutta Italia, che per cinque giorni hanno partecipato a una vera e propria scuola dell’Economia Civile, alternando momenti di formazione teorica ad applicazioni laboratoriali, iniziata al Polo Universitario Grossetano e conclusasi nei primi giorni di #Festambiente30.

Da lecco a Caserta, i giovani che hanno partecipato alla Summer School con il loro interessi nei confronti del tema hanno dimostrato di avere la capacità di mettere in pratica quanto appreso, manifestando con entusiasmo la volontà di rilanciare questa esperienza nelle loro città.

Come Marco Belluzzo di 19 anni che vive a Trieste e che ha già all’attivo una start up di abbigliamento ecologico Kibou. Il nome deriva dal giapponese e significa speranza, ad indicare proprio la speranza nei giovani e nella possibilità di un mondo migliore. L’idea di Marco è nata dalla volontà di portare all’esame di stato una tesina non convenzionale ed è così che a soli 17 anni ha progettato la sua start up attiva da gennaio 2018. Sa che non sarà facile trasmettere l’esperienza dell’economia civile nella sua città, Trieste, ma si impegnerà al massimo per farlo.

Angela Pierli, segretaria associazione progetto Valtiberina. Angela ha scelto di fare la summer school per motivi lavorativi e per una passione personale, anche lei ha manifestato la volontà di  riportare le tematiche della Summer School nel suo territorio Sansepolcro a metà tra la Valtiberina toscana e umbra. “Dagli incontri di questi cinque giorni di formazione ho appreso davvero uno spaccato di quella che è l’economia civile – afferma – dal punto di vista teorico ma anche e soprattutto pratico e questo non sempre è scontato e semplice da ottenere. Mi porterò a casa tanti nuovi strumenti che saranno anche un modo per continuare un dialogo con tutti i ragazzi che ho conosciuto”. La sua  Associazione si occupa di tutela del bene comune declinato in dieci aree tematiche, dieci gruppi di lavoro composti principalmente da cittadini, soci ed esperti che mettono a disposizione il loro lavoro e la loro professionalità.” Facciamo dei progetti partendo dalle idee delle persone, da queste viene fuori una progettazione, che viene fatta con gioia proprio come abbiamo fatto nei giorni di formazione.”  L’associazione è un grande centro di elaborazione di idee a cavallo tra due regioni: la Toscana e l’Umbria e vive quindi della sinergia e del confronto tra gli enti, le amministrazioni e i cittadini dei due territori, un vero e proprio piccolo esempio di distretto dell’economia civile.

Da Grosseto ha partecipato Niccolò Cerulli, studente del corso di laure magistrale “Economia dell’ambiente e dello sviluppo” a Siena che definisce la Summer school il coronamento dei suoi studi, per aver avuto la possibilità di mettere in pratica gli studi teorici fatti finora. Per lui questa esperienza è stata molto importante, secondo Niccolò la città di Grosseto ha delle enormi potenzialità, ma ha anche delle grandi difficoltà come territorio, sono poche le offerte per i giovani sotto trent’anni e non c’è un tessuto imprenditoriale forte. “Mi auspico che si riesca a creare al più presto il distretto dell’economia civile in Maremma – afferma – soprattutto in sinergia con il polo universitario grossetano, per dare vita a un rapporto tra il tessuto imprenditoriale grossetano e gli studenti neolaureati, perché per rendere un territorio il più sostenibile possibile c’è bisogno di coesione e sinergia.

Matteo Archilletti educatore professionale che vive a Roma e collabora con la cooperativa sociale Kairos che si occupa di inserimento sociale di tutti i soggetti svantaggiati nel territorio in funzione di un progetto educativo individualizzato che tramite percorsi di inclusione cerca di sviluppare un empowerment personale e di gruppo per permettere a ciascuno di trovare la propria strada e il proprio posto nel mondo “Ritrovo molto del mio lavoro nei principi dell’economia civile – afferma –  la cosa più comune è la modalità di progettazione, il modello di un economia solidale cioè basata su un’etica è un po’ il modello della pedagogia, anch’esse si basa su un’etica e su una visione antropologica dell’uomo e proprio partendo da qui si possono aprire scenari molto interessanti”.

Infine i fiorentini Giovanni Manetti Web Master e Fabio Nencini game disigner che hanno costituito da un paio di mesi un’organizzazione di volontariato che si occupa di educazione ambientale e rispetto dei diritti umani. Il primo progetto che l’organizzazione ha sviluppato è un gioco creato da Fabio e chiamato Recyclize, un’app game tutto italiano, sviluppato per iOS e Android, il cui obiettivo è sensibilizzare il pubblico sul riciclo, tema molto attuale e sempre più di rilievo. Una serie di rifiuti cadono dall’alto e il giocatore deve differenziarli correttamente, sono rifiuti più o meno ovvi in modo da educare il cittadino alla raccolta differenziata e rendere il tutto molto più divertente. “Nell’ultima giornata della summer school abbiamo ideato un distretto dell’economia civile – affermano- creato ad hoc per Firenze e ci auspichiamo di poter portare questa realtà nella nostra città”.

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