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#tiromancino – Populismo balneare: a ferragosto in Maremma piovono referendum

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Ai tempi del populismo nessuno si nega la voluttà di un comitato, di una raccolta firme o di un bel referendum. Che manco a dirlo il popolo è sovrano in ogni sua manifestazione. E soprattutto il popolo ha sempre ragione. Visto che le élites sono arroganti e radical-chic per definizione.

E allora in questo ferragosto di stereotipi raccogliamo firme metaforiche per qualche buona causa, con l’obiettivo di alleviare le pene all’umanità sudaticcia dallo sguardo bovino che nelle giornate centro agostane s’accalca sulle avite spiagge di Maremma.

Cenere erimo e cenere tornerimo. Nella zona nord della provincia, avvistati banchetti per raccogliere firme a favore di un referendum abrogativo delle raccolte firme contro l’inceneritore di Scarlino. Dopo anni di sottoscrizioni, cause legali, e surreali “readings” pubblici di documenti tecnici sulle camere di combustione per terrorizzare la popolazione, un gruppo d’impavidi s’è determinato a ribellarsi. Così come gli aerei si fanno pilotare ai piloti, i treni guidare ai macchinisti, gli annegandi salvare ai bagnini e i malati curare ai medici (salvo nel caso dei vaccini: lì vanno bene anche i maghi), allora si proverà a far decidere sugl’inceneritori alla vil razza dannata dei tecnici dell’incenerimento. Esito sorprendentemente non scontato per i tempi che corrono: il referendum potrebbe abrogare i raccoglitori di firme seriali.

Apettabile. Onusti di gloria per aver finalmente impedito la realizzazione del poro Corridoio tirrenico, i miliziani della mobilità alternativa non si vonno ferma’. A buon punto la raccolta firme per l’affiancamento all’Aurelia da Civitavecchia e Rosignano di una “Apettabile” – sorta di ciclabile – ovverosia una carrareccia riservata agli Ape “Calessino” (Ape decappottabile), con il trasporto pubblico locale (Tpl) affidato a un nuovo vettore che utilizzi l’Ape Guzzon. E la decrescita è felice.

Alla salute, prima di tutto. Sulla scorta delle epiche mobilitazioni negli anni addietro per il benessere del popolo, sono nati diversi comitati di salute pubblica. Che manco a dirlo stanno mietendo consensi trasversali – tanto destra e sinistra non esistono più – su indifferibili battaglie di civiltà sanitaria. Firme saranno raccolte per la realizzazione di un ospedale pediatrico all’Abbandonato, sulle pendici dell’Amiata. Per l’apertura di un centro di cura dei tumori con Fiori di Bach e Iridologia, zona Squartapaglia. Per la fitodepurazione delle malattie metaboliche, in riva alla laguna di Orbetello. In gestazione, infine, quattro raccolte di firme per promuovere alcuni primariati, con relativo staff medico, uno per zona distretto. Così da non fare torto a nessuno. Da decidere se la raccolta firme, considerato il numero elevato dei contendenti, sia o meno preceduta da un referendum sui nomi dei medici da sostenere con la raccolta firme.

Calma e gesso. Il Comitato contro lo stoccaggio dei gessi rossi nelle cave della Bartolina e della Vallina (nel comune di Gavorrano), sta pensando a una raccolta di firme per la sostituzione nelle scuole dei gessi bianchi coi gessi rossi. Anche se, fatalmente, nel frattempo le lavagne di grafite stanno scomparendo, sostituite dalle “Lim” (lavagne interattive multimediali).

Umori geotermici. Tra i tanti, uno dei referendum più attesi è quello contro le centrali geotermiche. Il grande nemico è più che altro il vapore acqueo. Dopo la lotta alle pale eoliche che disturbano gli esteti e l’avifauna. E quella contro il fotovoltaico che con tutte quelle superfici riflettenti abbaglia gli escursionisti. La soluzione alternativa è stata individuata: il comitato promotore indirà un referendum sulle centrali elettriche a elastico.

Belluini proprietari di cani. Cresce la protesta e la mobilitazione. Troppi non ne possono più dei cani menati (nel senso di condotti) dalle bestie immonde dei loro padroni. Cani al ristorante, possibilmente imboccati in collo al padroncino. Cani sciolti aggressivi o fastidiosamente festosi, che devi sorbirti perché guarda che «è il cane più buono e affettuoso del mondo». Cani esibiti con ottusità importuna dove sono assembrate centinaia o migliaia di persone. Merde di cane disseminate ovunque, lasciate in eredità alle nostre suole da padroni cialtroni e maleducati. La raccolta di firme è imminente e il comitato agguerrito. Obiettivo: il referendum per l’internamento rieducativo dei proprietari molesti di cane.

La Maremma ai Maremmani. Dato per scontato che prima vengono gl’Italiani, il problema vero è a questo punto chi arrivi per secondo e terzo. E se sia il caso di stabilire una gerarchia più articolata, fino alla decima posizione. Dopo ponderosa riflessione, il Comitato provinciale per la valorizzazione della razza (maremmana) ha deliberato di raccoglier firme per un referendum propositivo (nell’ordinamento italiano non previsto) che definisca la gerarchia della rilevanza etnico/categoriale, in base alla quale variare la possibilità d’accesso ai servizi pubblici: dagli asili alle cure. Questa la graduatoria da sottoporre a consultazione.

Primi gl’italiani, e ci mancherebbe altro.

Secondi i Napoletani, che fanno repubblica per conto loro ma albergano anch’essi sul suolo patrio.

Terzi i Terroni tutti nel loro complesso, che sono tanti e con le migrazioni interne contribuiscono in modo decisivo alle progressive e magnifiche sorti della nostra strepitosa nazione.

Quarti i “Cioli” e i “Caperci” – abitanti di Castel del Piano e Arcidosso – che sono una genia a sé stante, ma comunque degna di considerazione.

Quinti i discendenti d’Italiani che decidano finalmente di rimpatriare per contribuire alla gloria del Paese, pentendosi per il gesto scellerato compiuto dagl’antenati ch’emigrarono.

Sesti gli Albanesi, perché a ventisette anni dall’arrivo nel porto di Bari del cargo “Vlora” con a bordo 20.000 immigrati clandestini, oramai c’abbiamo fatto l’abitudine.

Settimi quelli con le tonalità della pelle diverse dalle sfumature del bianco, che mal s’accostano coi colori quest’anno di tendenza.

Ottavi gli Zingheri, che tanto nessuno sopporta a prescindere. Anche se sono appena 170.000, perlopiù italiani.

Noni le donne e gli uomini sessuali, che a dire il vero so’ peggio anche degli Zingheri.

Decimi i mussulmani, neri, Zingheri, uomo o donne sessuali che siano komunisti.

Nel caso il referendum non raggiungesse il quorum è prevista l’indizione di un post-referendum che abroghi il quorum per il referendum propositivo (che non esiste). Insomma un meccanismo istituzionale complesso, in omaggio al mantra della democrazia diretta.

Purtuttavia, considerato che – come recita il sardonico adagio popolare – «la gente è come le persone: se un le conosci, sai una sega chi so’», pare che sottotraccia si cominci a dubitare che comitati, raccolte firme e referendum siano reali strumenti di democrazia. Buon ferragosto a tout le monde.

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