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Isole ecologiche, il Pd: «Altro che era della smart city, sono un clamoroso flop»

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MANCIANO – «Il PD di Manciano fa il punto sulle isole ecologiche. Doveva essere la rivoluzione ambientale che avrebbe portato Manciano al rango di smart city, e invece si è rivelata un clamoroso flop» ad affermalo è il Pd di Manciano in una nota.

«Tutto era iniziato in campagna elettorale – dice il Pd – quando il futuro sindaco Morini aveva presentato il progetto sperimentale delle isole ecologiche fornite di “cassonetti intelligenti”, che con il loro chip elettronico avrebbero assicurato efficienza e risparmio alla gestione dei rifiuti. Ma nelle settimane di questa torrida estate 2018 la rivoluzione si è trasformata in una singolare farsa sotto gli occhi increduli dei cittadini, che hanno visto – senza nessun avviso o condivisione – alzarsi altissimi muri di plastica marrone nei punti più incongrui del capoluogo e delle frazioni».

«Il progetto “isole ecologiche” – spiega la nota -era stato varato dalla giunta con una delibera approvata all’unanimità nell’ottobre dello scorso anno. Ma è stato soltanto a luglio che in tutto il territorio del comune di Manciano sono iniziati ad apparire gli strani recinti di ciclopiche dimensioni, di cui nessun cittadino conosceva l’utilità. La prima installazione è avvenuta a Marsiliana, in una posizione talmente inadatta, in bella vista davanti al sagrato della chiesa e al bar, tanto da sollevare la rivolta della popolazione che ne ha chiesto e ottenuto l’immediato spostamento. Dopo alcuni giorni sono iniziati i lavori a San Martino sul Fiora, subito sospesi dopo che il sindaco si è reso conto che il collocamento previsto era su una conduttura primaria dell’acquedotto»

«La terza fase della tragicomica farsa – prosegue il Pd – è stata quando sono comparsi dal nulla i due recinti a Manciano: uno nel parcheggio del cimitero, così ingombrante da ostruire il passaggio delle auto nel parcheggio, e uno alle Fonti. Anche in questo caso, dopo la sommossa popolare, il sindaco ha fatto marcia indietro, rimuovendo le due isole ecologiche. Se il capoluogo piange, anche le altre frazioni di certo non ridono. A Poggio Murella l’isola ecologica è ancora in via di realizzazione, ma la piattaforma di cemento necessaria a sostenere la struttura è stata collocata sopra le radici di un ulivo secolare. Meglio non è andata a Saturnia dove un gigantesco recinto è comparso nell’area sopra le mura, zona che andrebbe valorizzata dal punto di vista turistico e culturale, piuttosto che per collocarci strutture invasive che deturpano l’equilibrio del paesaggio urbano».

«Il tour nelle frazioni del comune di Manciano finisce a Montemerano – sottolinea la nota – dove ad oggi è visibile l’unico esemplare di isola ecologica portata a termine. Il mastodontico recinto, posizionato di fronte al cimitero, ruba diversi posti auto vitali per i ristoranti dell’area e per il parcheggio di camper e camion, che non potranno più sostare in paese. Nel borgo ufficialmente riconosciuto tra i più belli d’Italia, è già in corso una protesta della popolazione per la collocazione in piazza della Chiesa dei paletti anti sosta selvaggia, che hanno danneggiato l’antico selciato e tutta la prospettiva della piazza del ‘400 rimasta finora intatta, ma anche l’isola ecologica sta creando perplessità e critiche».

«Ma quanto è costato questo balletto di metti e togli – chiede il Pd – che rivela lo stato confusionale del sindaco Morini? Si parla di oltre 36.000 euro di soldi pubblici andati in fumo, di fatto denaro buttato. Senza contare che finora stiamo considerando solo la spesa per i recinti, mentre devono essere ancora acquistati i cassonetti intelligenti ed in relativi impianti di video sorveglianza. E ora ci chiediamo che fine faranno le isole ecologiche e soprattutto, visto che questo modello di gestione dei rifiuti era stato il fiore all’occhiello del programma del sindaco Morini, se quest’ultimo si è reso conto che di fatto con lo smantellamento del progetto boccia il suo stesso programma elettorale, oltre all’operato del suo assessore all’ambiente».

«Ad oltre un mese di distanza dalla comparsa di questi ecomostri sul territorio comunale – commenta il segretario dell’Unione Comunale del PD Hannah Lesch – mi stupisce il silenzio di tomba del sindaco. Siamo di fronte ad un palese sperpero di soldi pubblici, con oltre 36.000€ buttati fra le varie installazioni e rimozioni. Un progetto – prosegue la consigliera Lesch – fortemente voluto dal sindaco, tanto che con ben due delibere ne ha approvato i contenuti, messo in atto senza il benché minimo coinvolgimento della popolazione. Tale pratica – conclude la consigliera – ormai è diventata una inquietante costante e dimostra come lo slogan tra la gente per la gente, era solo uno spot elettorale».

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